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“Marco piega a mille all’ora” la canzone-tributo per il Sic
Nel giorno del compleanno di Marco Simoncelli le radio trasmetteranno il brano composto dal lucchese Stefano Picchi
LUCCA. E’ una canzone che non avrebbe mai voluto scrivere, una musica che non avrebbe mai voluto suonare. Ma gli è nata così, nel trasporto di un attimo, mentre la televisione mandava le immagini del funerale di Sic, il pilota del motomondiale Marco Simoncelli, morto a 24 anni per un incidente sul circuito di Sepang, in Malesia, e i suoi genitori Paolo e Rossella invece di un minuto di silenzio chiedevano un minuto di gioia, di confusione.
ASCOLTA LA CANZONE PER MARCO SIMONCELLI
Anche Stefano Picchi, artista 38enne lucchese, musicista e cantante, già noto per la sua partecipazione e il suo ottimo piazzamento a Sanremo con la canzone "Generale kamikaze" e fondatore della scuola di arti varie H-Demia, ha voluto partecipare a quel momento di emozione collettiva, esplosa in un moto di strano entusiasmo misto di gioia e dolore.
Ha scritto, per Sic, una canzone. Si intitola "Marco piega a mille all'ora", tutto di suo pugno, testo e musica. L'ha regalata, consegnandogliela di persona già incisa, ai suoi genitori, con l'espresso desiderio che qualsiasi uso loro ne vorranno fare, se avrà ritorni economici, questi confluiranno nelle casse della Fondazione Marco Simoncelli Onlus, nata per aiutare persone, in primo luogo bambini, in difficoltà.
"Marco piega a mille all'ora" passerà domani per la prima volta sulle frequenze delle radio di tutta Italia. Sì, proprio domani perché il 20 gennaio è il compleanno di Sic, il giorno in cui il centauro nato e cresciuto a Coriano, nelle vicinanze di Rimini, avrebbe festeggiato i suoi primi 25 anni. La festa, a Rimini, ci sarà, e saranno in tanti a partecipare. Ma il festeggiato, con la sua montagna di riccioli castani e ribelli, non potrà esserci, perché Marco, come canta Stefano Picchi, "è una sagoma nel vento, sembra andare contro il tempo, e un segnale dal muretto, ora chi lo fermerà, e se un giorno poi cadrà? Marco piega anche al di là, terra d'Emilia ogni giorno che verrà, ginocchio a terra, terra d'Emilia non lo sa, Marco piega anche al di là".
«I genitori di Marco non hanno voluto che si piangesse per loro figlio, hanno voluto che se ne parlasse. E' un desiderio che mi ha colpito profondamente - racconta Stefano Picchi - e ho pensato di fare anche io qualcosa. "Cosa faccio?", mi sono domandato. Io so solo scrivere canzoni, e questo ho fatto. Ho scritto le parole e la musica della canzone per Sic».
Picchi ha inciso il provino e, dopo averla rintracciata, lo ha fatto avere «a Kate, la ragazza di Marco - racconta ancora il cantante lucchese, che di recente si è esibito accanto a George Benson -. Lei mi ha aiutato a consegnarlo ai genitori di Marco, che hanno subito chiesto di vedermi». E così Stefano Picchi è andato a Coriano, una domenica, con la sua auto e il file della canzone in borsa.
«E' stato un incontro molto commovente - ricorda Stefano-. Ho spiegato a Marco e Rossella Simoncelli che la canzone voleva essere un modo di parlare di un ragazzo che ha vissuto in modo glorioso, che era una persona sana, di principi schietti, una perla rara tra tanti giovani che invece, purtroppo, si distruggono».
La canzone, già incisa, è pronta per essere stampata. A questo, spiega Picchi, penseranno i coniugi Simoncelli. E tutti i proventi della vendita o della divulgazione della stessa confluiranno nella fondazione intitolata allo sfortunato Marco.
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