Attenzione
Colpo col trincetto, viene condannato a 4 anni e sei mesi
di Domenico Tani LUCCA È stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione e 800 euro di multa uno dei banditi, che il 23 aprile del 2010, armato di trincetto, rapinò insieme a un complice, la...
di Domenico Tani
LUCCA
È stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione e 800 euro di multa uno dei banditi, che il 23 aprile del 2010, armato di trincetto, rapinò insieme a un complice, la filiale della Cassa di Risparmio di Marlia.
Luigi Ortolani, 54 anni, residente a Palermo, fu catturato dopo lunghe e laboriose indagini da parte degli uomini del reparto investigativo di Cortile degli Svizzeri, mentre il complice che riuscì a fuggire dopo il colpo è rimasto sconosciuto in quanto Ortolani si è tenuto segreto il nome. Ieri il rapinatore è comparso di fronte al collegio del tribunale composto dai magistrati Pezzuti, Di Grazia e Nerucci che lo hanno condannato.
Il colpo fu messo a segno la mattina del 23 aprile del 2010 intorno alle 10 e fruttò ai malviventi 19mila 650 euro. Armati di trincetto entrarono nella banca di via Paolinelli a Marlia e sotto la minaccia del trincetto riuscirono a farsi consegnare il denaro. Il loro intento era quello di attendere l’apertura della cassaforte a tempo, ma l'inatteso malore dell'unico cliente che si trovava a quell'ora all'interno dell'istituto di credito li costrinse a fuggire. Per il cliente, poi, fu chiesto anche l’intervento dell’ambulanza, ma si riprese poco dopo.
Dei due, uno aveva il volto coperto da sciarpa e cappuccio, l'altro invece si era intrufolato nella banca sembra a volto scoperto come un normale cliente.
«Fermi tutti è una rapina», le uniche parole pronunciate dal bandito armato e mascherato mentre l'altro, quello a volto scoperto, scavalcava il bancone arraffando nei cassetti più banconote possibili. Nel giro di due minuti tutto era finito ed erano fuggiti.
Scattato l’allarme erano intervenuti i carabinieri della stazione di Ponte a Moriano e quelli della Compagnia di Cortile degli Svizzeri. Da lì l’inizio delle indagini. I militari raccolsero tutte le informazioni utili dalle tre impiegate e successivamente visionarono le immagini delle telecamere all’interno e all’esterno dell’istituto bancario. Da qui individuarono come uno degli autori Luigi Ortolani, fionito ieri sotto processo e condannato.
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