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Lucca

Apt chiusa, ecco la fondazione turismo

Apt chiusa, ecco la fondazione turismo

L’ente dovrebbe anche assorbire tutte le principali istituzioni culturali per trasformarle in strumento di promozione

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di Ilaria Bonuccelli

LUCCA

L’idea è della Provincia. Fondazioni bancarie, Camera di commercio e Comune la sostengono. Il notaio Enrico Bellezza di Milano, lo stesso che ha creato la fondazione unica dei musei a Venezia, per l’ex sindaco Massimo Cacciari, sta lavorando per dare una forma giuridica alla proposta. Per redigere uno statuto che dia gambe alla fondazione unica della cultura, nuovo strumento anche di promozione del territorio. La struttura è semplice, assomiglia a quella di una “holding”: la fondazione dovrebbe assorbire le più importanti istituzioni culturali del territorio; vari comitati scientifici dovrebbero elaborare le proposte culturali; il consiglio di amministrazione dovrebbe valutare quali progetti sostenere e in quale misura, per sottoporli, infine, alle fondazioni bancarie per i contributi.

Su questo percorso, il confronto è già cominciato. A un pranzo che non è passato inosservato: il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, il sindaco Mauro Favilla e i vertici delle fondazioni bancarie. La prima lettura di questo incontro è stata “politica”: si è ipotizzato una sorta di accordo pre-elettorale tra Baccelli e Favilla. In realtà - assicurano i diretti interessati - il pranzo del 29 dicembre è stato per mettere a punto la strategia della fondazione unica della cultura che, in qualche modo, dovrebbe anche ovviare alla chiusura delle Apt, liquidate il 31 dicembre. «L’incontro - conferma Favilla – è scaturito dalla necessità di ragionare sulla chiusura delle Apt e di trovare una soluzione che consenta alla cultura di diventare strumento di promozione della città. A questo compito, temporaneamente, assolve la Fondazione Cresci ma la Provincia ha la necessità di individuare una soluzione definitiva al problema. E su questo noi siamo d’accordo».

Emergenza turismo. L’emergenza, in questo momento - conferma Stefano Baccelli - è capire «come continuare a garantire le informazioni turistiche, tenendo aperto l’ufficio di piazza Santa Maria, evitando l’interruzione di un servizio di pubblica utilità. Il ragionamento deve partire dalla salvaguardia dei precari delle Apt: questi dipendenti a tempo determinato, con una formazione specifica nel settore del turismo, sono un patrimonio degli enti e del territorio, rappresentano un valore aggiunto che non deve essere disperso».

Fondazione cultura. E’ l’obiettivo della Provincia, l’eredità che l’ente vuole lasciare prima del 31 dicembre, quando tutte le sue funzioni verranno trasferite alle Regioni o ai Comuni. «Subito - spiega Baccelli - verrà costituito un gruppo di lavoro fra Comune e Provincia, per valutare quali attività Palazzo Orsetti vorrà inserire, affidare a questa fondazione. Poi, inizierà il confronto per assorbire anche altri enti, a cominciare dal teatro del Giglio e dalla fondazione festival Pucciniano di Torre del Lago, finalmente riunite, secondo una strategia di cui si ragiona da anni». Scopo di questa fondazione - precisa Baccelli - è «razionalizzare per valorizzare al massimo le iniziative del territorio e le risorse. La Provincia ha già avviato il processo, inglobando, ad esempio, il Centro di tradizioni popolari nella fondazione Cresci».

Questo processo, però - assicura Stefano Baccelli - non toglierà identità alle realtà, alle iniziative. Non segnerà, insomma, un processo di omologzione, ma semmai di valorizzazione. «Il progetto - precisa il presidente - va proprio nella direzione opposta. La qualità delle proposte culturali sarà salvaguardata dai comitati scientifici; le decisioni verranno assunte dal cda e le fondazioni bancarie, chiamate sempre più spesso a erogare contributi, avranno finalmente, un interlocutore unico, razionalizzato. Evitando, così dispersioni di risorse o iniziative doppione».

Le fondazioni bancarie hanno già manifestato l’interesse per questo progetto. «Ma il dato interessante - conclude Baccelli - è anche un altro. E’ stato l’interesse mostrato dal notaio Bellezza che mi ha contattato proprio dopo aver letto l’intervista rilasciata al Tirreno sulla fondazione unica della cultura. Si tratta di un professionista di grande esperienza nel settore delle fondazioni di partecipazione che è rimasto colpito dall’originalità del progetto, al punto di offrirsi di studiare per noi la forma più ideona per far funzionare questo ente al quale stiamo lavorando tutti insieme, come una squadra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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