Il dolore
Addio a Garzella, stilista dei vip
Vestì Agnelli e Moratti e fu ospite di Mike Bongiorno in televisione
di Domenico Tani
LUCCA
È vissuto da protagonista, è morto dimenticato. L’anziano trovato cadavere sabato pomeriggio nel suo appartamento sulla via di Mugnano era Dante Garzella, 86 anni, che nei ruggenti anni Sessanta era il sarto dei vip: da Gianni Agnelli a Angelo Moratti, alla dinastia dei Costa oltre alle famiglie più in vista di Lucca e gran parte della Toscana. Un artigiano dalle mani d’oro. Un grande stilista, abile nel taglio e nel cucito, ma anche un uomo intelligente, di cultura e con un grande cuore. Un signore d’altri tempi, come amano definirlo chi lo ha conosciuto, un carattere deciso e diretto. Un maledetto toscano di quelli che te le diceva in faccia senza troppi peli sulla lingua. Garzella è riuscito a stupire anche nella morte. Lo hanno trovato privo di vita nella casa assegnatoli dal comune a San Concordio, un appartamento anonimo in un condominio periferico. Da qualche settimana i vicini non lo vedevano e dopo avere suonato il campanello senza ottenere risposta hanno chiamato i vigili del fuoco che lo hanno trovato morto nel suo letto. Nei prossimi giorni si svolgeranno i funerali. Con la scomparsa di Dante Garzella se ne va uno tra gli ultimi protagonisti della vita lucchese degli anni Sessanta. Uno di quei giovani che amavano ritrovarsi alla Stella Polare o al Savoia, parcheggiando le loro sfavillanti auto sportive proprio nelle vie del centro storico per poi sfrecciare sui tornanti del Monte Chiesa per finire la notte nei locali della Versilia, tra donne a champagne. Un personaggio sconosciuto alle nuove generazioni ,ma molto amato dai protagonisti di quei tempi andati che lo ricordano con grande nostalgia.«Dante – ricorda Ferdinando Galli, titolare dell’hotel Noblesse e amico di tante avventure– oltre ad essere un grande sarto è stato uno dei protagonisti della dolce vita lucchese, insieme a Fontana, Paradossi, Petri, Melecchi, Francesconi, Bernardini, Fappani, Borella e tutti i rampolli della Lucca bene. Grazie alla sue doti di stilista è riuscito a conquistarsi le amicizie dei personaggi più in vista dell’Italia di allora». Dante Garzella era figlio d’arte. Il nonno era sarto e così pure il padre Elio con il quale iniziò a lavorare nell’atelier in piazza San Giusto. Per qualche tempo andò a lavorare presso la famosa sartoria Caraceni a Roma. Il padre Elio realizzò un loden che regalò al grande artista Picasso accompagnandolo con un bigliettino da visita. Qualche settimana dopo l’artista rispose inviandogli una sua piccola opera. La fama di Dante aveva ormai varcato i confini provinciali e Mike Bongiorno lo invitò nella sua trasmissione dedicata ai grandi stilisti. In palio le forbici e l’ago d’oro: Dante riuscì a conquistare il secondo premio entrando a pieno titolo nel jet set nazionale. Ha vestito anche Vittorio Sgarbi e Mario Cipollini. Ma anche tra i vip se qualcuno osava fargli un appunto sul suo modo di cucire lui replicava.«Se non ti sta bene quella è la porta». Altre epoche, altre persone.
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