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Panem, i lavoratori respingono i camion

Panem, i lavoratori respingono i camion

Il Gruppo Novelli voleva prendere il pangrattato e portarlo in Lombardia, ma il presidio non ha ceduto d un metro

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di Arianna Bottari

ALTOPSCIO

La Novelli manda i camion per portare via le rimanenze di produzione dalla Panem, ma i lavoratori li respingono. Tensione altissima allo stabilimento di Altopascio. Per ore i carabinieri hanno cercato di mediare tra l’azienda e gli operai del presidio, dove nel pomeriggio sono arrivati anche il senatore Andrea Marcucci e l’assessore provinciale Francesco Bambini a portare la loro solidarietà. I lavoratori e la Flai-Cgil non retrocedono. «Da qui non passerà nessuno fino a che non inizieranno le trattative a livello nazionale», ribadiscono.

Il primo camion è arrivato alle 8. Il Gruppo Novelli aveva detto che l’intenzione era portare via alcuni oggetti dai capannoni, forse le confezioni di pangrattato pronte, forse altro. Lo avevano detto i dirigenti del gruppo durante l’ultima riunione in Provincia, quando si è consumata la frattura al tavolo delle trattative tra l’azienda e i sindacati. Lo avevano ribadito in una telefonata al coordinatore delle Rsu, Roberto Bleusi. Alle 8 al presidio c’erano Pino Baldasserroni e Angelo Pacifico. «Un camionista ci ha chiesto dove fosse la Panem. Gli abbiamo risposto che c’era proprio davanti – raccontano – Ha detto che era venuto a prendere il pane. Abbiamo ribattuto che qui il pane non si produce più da un mese. È rimasto una mezz’ora, ma quando ha capito che era tutto bloccato ha fatto manovra e se n’è andato».

Gli operai hanno capito che la giornata non sarebbe stata semplice. Hanno avvertito gli altri lavoratori, a casa e riposare (il presidio è organizzato in turni, ormai da un mese) e in men che non si dica si sono ritrovati tutti davanti alla tenda montata degli alpini agli inizi di dicembre. Hanno piazzato auto e pancali di legno davanti al cancello e hanno iniziato la lunga attesa. Alle 10, è uscito dagli uffici il direttore di stabilimento, Fulvio Maggia, che ha comunicato di aver avvertito i carabinieri, perché i camion dovevano passare. La tensione si è fatta ancora più alta. I primi ad arrivare sono stati i carabinieri di Altopascio. Poco dopo, a loro si sono aggiunti il capitano Lorenzo Angioni e alcuni agenti della Digos. È iniziata la mediazione. I carabinieri sono stati accompagnati da Maggia nei capannoni. Lì dentro, stoccati ormai da settimane, ci sono quintali di pangrattato, inscatolato e pronto per essere consegnato a negozi e supermercati. Probabilmente è la merce che più interessa al Gruppo Novelli. Ci sono anche mucchi di pane, ormai ammuffito. Dopo il sopralluogo, il capitano Angioni ha quindi chiesto di parlare con il rappresentante dei lavoratori. La conversazione è durata a lungo. Alla fine gli operai hanno acconsentito a togliere di mezzo i pancali e a spostare le auto. Una Fiat Seicento bianca, di proprietà dell’azienda e parcheggiata davanti al cancello, ma all’interno del piazzale, è stata rimossa con un muletto. Per qualche ora gli operai hanno temuto che, alla fine, i camion, parcheggiati a poca distanza dal casello autostradale di Altopascio, sarebbero passati, che la Novelli l’avrebbe avuta vinta. Ma non è andata così. Nel primo pomeriggio, è arrivato un tir bianco. «Eccoli!», hanno esclamato in tanti, radunandosi davanti alla cancellata in ferro. Ma il camion si è fermato ad alcune decine di metri di distanza. L’autista è sceso ed è andato a parlare con i lavoratori e poi se ne èa dnato. La tensione si è allentata, ma si teme che ci saranno altre giornate come quella di ieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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