La manifestazione
Incendio Ste.Mar non convincono i risultati delle analisi
Concentrazioni oltre il limite di rame, piombo e zinco il comitato di Pescaglia sferra ancora l’attacco
di Barbara Antoni
PESCAGLIA
Non convincono il comitato cittadino di Pescaglia i risultati delle analisi dei campionamenti di aria e terreno prelevati alcune settimane dopo l’incendio della Ste.Mar, l’azienda nella zona industriale di Gello attiva nel settore dello smaltimento dei pneumatici usati.
Il comitato, infatti, sottolinea che tra i risultati diffusi congiuntamente da Arpat (che ha eseguito i rilievi e analizzato i campioni in laboratorio) e Asl 2, alcuni elementi evidenziano una presenza sul territorio oltre i limiti consentiti.
Infatti, come si evince direttamente dalle tabelle diffuse, rame, zinco e piombo risultano in concentrazioni superiori ai limiti di legge, anche se, come spiega Arpat in una nota ufficiale, questi valori «pure conseguenti e caratteristici dell’evento in oggetto, non si ritiene che siano in grado di determinare effetti negativi sulla salute della popolazione residente e sull’ambiente nell’area indagata». Ma allo stesso tempo, sempre Arpat ritiene che debbano essere effettuati «approfondimenti e ulteriori analisi di caratterizzazione ambientale secondo quanto previsto dalla normativa vigente».
Inoltre, in conseguenza di questi sforamenti, sia Arpat che lo stesso Comune di Pescaglia (attraverso una nota diffusa ieri personalmente dal vicesindaco Sandra Paoli) consigliano di continuare a prestare attenzione al lavaggio di frutta e ortaggi coltivati in loco prima di consumarli (ribadendo così l’ordinanza diffusa subito dopo l’incendio, avvenuto il 23 ottobre 2011).
Questa l’unica precauzione che si invita a osservare, che però appare riduttiva per il comitato.
I fattori di preoccupazione sono in realtà tanti per il comitato. Da una parte ci sono gli sforamenti di rame, piombo e zinco confermati dai rilievi dell’agenzia regionale per la protezione del territorio, dall’altra ci si interroga sugli effetti che l’amianto, bruciando, possa avere avuto sull’ambiente. A maggior ragione, anche, dopo che ha preso il via lo smantellamento di una prima parte del tetto dell’enorme capannone andato a fuoco, dove - fra dentro e fuori - erano stoccate tonnellate di pneumatici (tutti bruciati).
Il comitato, che si riunirà nei prossimi giorni, contesta anche il fatto che tutte le comunicazioni siano fatte solo su internet. Al contrario, si chiede, in particolare al Comune, una capillare informazione sul territorio, nei luoghi più frequentati dai residenti come scuole e bar.
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