Attenzione
In corsia, l’indifferenza fa male
Cinque fratelli raccontano l’odissea dell’anziana madre in ospedale
In reparto siamo stati accolti con estrema freddezza, sia dal personale infermieristico che medico. Questo atteggiamento è proseguito per due giorni, per poi ribaltarsi, completamente, quando siamo stati chiamati perché nostra madre era peggiorata». E’ amaro lo sfogo amaro quello di cinque fratelli - Angela, Giuseppina, Elvira, Antonietta e Salvatore Muzzopappa - dopo l’esperienza del ricovero della loro anziana madre - Mariangela Lainà - nel reparto di Chirurgia dell’ospedale Campo di Marte.
I cinque figli della signora Lainà, deceduta a 86 anni il 18 novembre scorsi, due giorni dopo che era stata ricoverata in chirurgia, contestano la cattiva accoglienza in reparto, «l’indifferenza, anzi l’insofferenza - racconta Angela Muzzopappa - con cui siamo stati trattati noi ma anche, e soprattutto, nostra madre, che era gravissima». Tutto è cominciato la notte fra il 15 e il 16 novembre. «Verso le 23,30 - continua Angela - nostra madre è arrivata in ambulanza al pronto soccorso in codice rosso. L’accoglienza dello staff medico e paramedico è stata esemplare, sia dal punto di vista umano che professionale».
Ma lo stesso approccio i fratelli non lo hanno riscontrato nel reparto di chirurgia, a cui la madre è stata assegnata.
«Ci hanno accolti male, freddamente - continua il racconto -. L’infermiera appariva seccata, forse perché era notte fonda, circa le 3,30. Nostra madre soffriva, noi chiedevamo un farmaco per farla stare meglio, ma senza ottenere niente. E’ stato pressoché impossibile parlare con un medico: ogni volta che chiedevamo di chi aveva visitato nostra madre, ci veniva risposto che il dottore era andato via. A un certo punto, per sapere notizie sulle sue condizioni, ci siamo seduti per terra nel corridoio in attesa che il medico passasse. E quando è passato, abbiamo potuto parlargli solo davanti a tutti, anche se erano informazioni molto private».
Quando il turno è cambiato, l’atteggiamento di medici e infermieri si è ribaltato. «Tanto è stata trattata con indifferenza nostra madre all’arrivo in chirurgia, tanto umanità e attenzione le è stata riservata nelle ultime ore di vita, quando ci hanno chiamati, la mattina del 18, perché le sue condizioni erano precipitate», dice Angela.
I fratelli precisano di non voler polemizzare, ma soltanto di rendere nota un’esperienza, nella speranza, sottolinea la stessa Angela, «che episodi del genere non si ripetano più, per evitare che altre persone, altri pazienti, come nostra madre, possano subire quell’atteggiamento di indifferenza. Ci dispiacerebbe davvero se un episodio del genere capitasse altre volte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google