Finanza
Centrosinistra, a rischio la Provincia
I partiti avvertono di non voler appoggiare l’amministrazione di Palazzo Ducale con Baccelli candidato a sindaco
di Ilaria Bonuccelli
LUCCA
Sul tavolo ci sono due questioni: l’alleanza per le comunali e l’appoggio all’amministrazione provinciale. Entrambe appese a una decisione: quella delle primarie fra Alessandro Tambellini e StefanoBaccelli. Se il Pd accetterà di rimettere in discussione il candidato sindaco, che da giugno è Tambellini, allora si sentiranno liberi di togliere l’appoggio a Baccelli a palazzo Ducale. E anche di valutare candidati diversi per palazzo Orsetti.
Oggi alle 18 il coordinamento territoriale del Pd affronterà la questione primarie ( richieste ufficialmente da Baccelli) in un’assemblea che si annuncia affollata. Di sicuro, ci saranno i parlamentari della circoscrizione,Raffella Mariani e Andrea Marcucci, considerato il referente di Baccelli in questa candidatura d’inverno; ci saranno il segretario comunale del partito, Fabrizio Pardini, pronto a dimettersi se prevarrà la scelta di indire le primarie, e il segretario territoriale Andreuccetti che, invece, non le disdegnerebbe. E, soprattutto, ci saranno Tambellini e Baccelli. La decisione del coordinamento territoriale, però, non sarà quella definitiva, pur servendo agli alleati del Pd a capire in quale direzione muoversi. A norma di regolamento, infatti, dovrebbe essere il coordinamento comunale ad avere l’ultima parola sulle primarie per palazzo Orsetti e questo comporterà che alcuni circoli - come quello di Lucca est e di S. Anna, dove sono rappresentate tutte (o quasi) le correnti del partito - debbano riunirsi di nuovo per esprimersi a favore o contro. Magari prima di giovedì quando sarebbe previsto un incontro anche con il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani e con il segretario regionale, Andrea Manciulli.
Al di là delle decisioni del partito, a qualunque livello, la posizione di Baccelli resta quella annunciata sabato: per il Pd le primarie sono salutari. Rafforzerebbero, in caso di vittoria, la candidatura di Tambellini o, in caso di sconfitta, impedirebbero al centrosinistra di andare al voto con un candidato che non ha il reale consenso della città. Non sembrano pensarla in questo modo i partiti della coalizione che ripartono con le consultazioni interne, per valutare i comportamenti da assumere a seconda degli scenari che si potrebbero aprire. Sel, ad esempio, dovrebbe riunire l’assemblea federale domani sera, alla circoscrizione San Concordio. La Federazione della sinistra, invece, ancora non sono state fissate riunioni, anche perché - evidenzia il segretario, Francesco Giuntoli - «noi abbiamo assunto già scelto: il nostro candidato è Alessandro Tambellini, tutt’altro che debole. E’ capace, infatti, di attrarre la parte migliore di tutte le componenti del centrosinistra: basta pensare che il mondo cattolico che ruota attorno alla figura di fratel Arturo Paoli lo considera il candidato ideale». Di fronte a un Pd che potrebbe decidere di indire le primarie, però, la Federazione della sinistra è pronta a rimettere in discussione anche la maggioranza di palazzo Ducale. «Già nella riunione di venerdì - conferma Giuntoli - abbiamo chiesto a Baccelli che cosa ne sarà della Provincia con una sua eventuale candidatura a sindaco.Noi abbiamo un assessore ed esponenti negli enti partecipati e vogliamo capire che cosa succederà. Non ci accontenta la risposta del presidente secondo la quale il decreto Monti ha già cancellato l’ente». Non lo pensa neppure Cecilia Carmassi, membro della segreteria nazionale del Pd, secondo la quale «l’impegno delicato per l’ente dovrebbe essere portato avanti fino alla fine del mandato» che la nuova normativa fissa a scadenza naturale (nel 2016) per le Province appena rinnovate. «Come Federazione della sinistra - conclude Giuntoli - riteniamo improponibile far deragliare il treno della candidatura Tambellini, partito da mesi. Di fronte a nuovi scenari, comunque, ci confronteremo. Ma Baccelli non sarà il nostro candidato».
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