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Sul web i tifosi del prof e del cavallo di razza

Sul web i tifosi del prof e del cavallo di razza

Il dibattito sulle (eventuali) primarie ormai si è spostato sulle bacheche dei profili di Facebook

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LUCCA

Le citazioni si sprecano. Le battute anche. C’è perfino chi posta, sulla bacheca virtuale di Alessandro Tambellini, il video dell’inaugurazione della sede del comitato elettorale, in via Vittorio Emanuele. Ci sono data e ora: 19 novembre, alle 18 e 17. In primo piano, il taglio del nastro: a fianco di Tambellini, candidato sindaco del centrosinistra, ci sono i l senatore Andrea Marcucci e il presidente della Provincia, Stefano Baccelli.

Impazza sul web il dibattito sulle primarie d’inverno. Elettori, simpatizzanti e perfino qualche osservatore esterno del centrodestra non aspettano né la conferenza stampa di stamani di Baccelli né il coordinamento territoriale del Pd di lunedì per dire come la pensano su questa guerra intestina al centrosinistra. Più Caino e Abele che Montecchi e Capuleti, per restare nell’ambito delle citazioni. Ma, al di là della forma, il grande popolo della rete si divide in due gruppi: quello dei sostenitori ad oltranza di Tambellini, il professore lontano dai poteri forti lucchesi, e quello dei sostenitori di Baccelli, il «cavallo di razza» con troppo talento politico per restare in panchina a questo turno elettorale. Neppure se questo significasse abbandonare la Provincia, ente ormai dato per spacciato dal governo Monti. E così a chi sottolinea che ormai è troppo tardi per invocare le primarie nel Pd o di coalizione, fa eco chi sostiene che non è mai troppo tardi per un tuffo nella democrazia partecipativa.

Certo una parte dei patiti dei post ammette che sarebbe stato meglio farsi prendere dalla voglia di primarie almeno 6 mesi fa, come non mancano i riferimenti (a volte grossolani) all’operazione politica partita subito dopo l’abolizione (almeno sulla carta) delle Province. Insomma, qualche elettore addita la scalata di Baccelli come una voglia di poltrone. Fa eco, con un ragionamento più raffinato, chi legge questo sparigliamento come un’iniziativa nel solco della rottura intrapresa nel Pd dal rottamatore Matteo Renzi, il super sindaco di Firenze. I più disillusi concludono che, indipendentemente dalla lettura, tutta l’operazione è una «carognata» nei confronti di Tambellini. Mentre per gli immancabili pessimisti (o realisti?) della sinistra, è l’ennesimo tentativo di perdere le elezioni.

(i.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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