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In aula con stufa e borsa d’acqua calda Protesta a scuola

In aula con stufa e borsa d’acqua calda Protesta a scuola

CASTELNUOVO Stufe, borse dell’acqua calda, maglie doppie e giacchetti. Al momento di entrata a scuola allo scientifico Galilei, gli studenti sembrano diretti verso una missione al freddo. Invece,...

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CASTELNUOVO

Stufe, borse dell’acqua calda, maglie doppie e giacchetti. Al momento di entrata a scuola allo scientifico Galilei, gli studenti sembrano diretti verso una missione al freddo. Invece, stanno andando a lezione. Ieri, tutto il liceo ha scioperato per far conoscere il proprio disagio che si trascina dall’inizio dell’anno: i termosifoni non funzionano, nelle aule c’è freddo. Grazie a stufe che i ragazzi hanno portato da casa per sistemare in aula, si raggiunge una temperatura di 14-15 gradi e poi si spera nel sole invernale. La protesta decisa dai ragazzi si è concretizzata con una giornata di sciopero, con l’appoggio del dirigente scolastico Carlo Popaiz e degli insegnanti. La scuola ha segnalato da tempo il problema alla Provincia, ma non è stata trovata soluzione. «Sappiamo che non è responsabilità del nostro istituto – dicono i ragazzi – la nostra protesta è contro la Provincia che dovrebbe garantirci di svolgere le lezioni in condizioni sopportabili. Se le cose non si sistemeranno, siamo pronti ad altre proteste». Il malfunzionamento dell’impianto era stato ravvisato già all’accensione, a ottobre. La Provincia si era impegnata a risolvere il problema durante le vacanze natalizie invece al rientro i ragazzi hanno trovato le aule gelide. Gli unici interventi sin qui realizzati sono stati un controllo dell’impianto e in un’aula la sostituzione del termosifone che però non ha portato alcuna miglioria.

L'assessore provinciale alla scuola Mario Regoli dice: «Siamo intervenuti al Galilei per risolvere i problemi all'impianto di riscaldamento. I tecnici hanno sostituito cinque radiatori guasti e sono stati revisionati tutti gli altri elementi presenti. Sono stati aumentati di quattro ore i tempi di accensione degli impianti che adesso non partono più alle 6 ma alle 2».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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