La manifestazione
Cieca, 88 anni, ma la pensione non arriva
Per un disguido dell’Inps dovrà attendere altri due mesi per incassare l’assegno di invalidità
LUCCA
Ha 88 anni è cieca, ma per avere la pensione di invalidità civile deve aspettare. Ancora un paio di mesi, nonostante la pratica sia partita un anno fa esatto.
Un disguido dell’Inps - spiegano all’Unione nazionale ciechi - che non ha mai registrato l’archiviazione di una vecchia pratica.
La storia, di ordinaria burocrazia, inizia a gennaio 2011. La signora, ormai vicina ai 90 anni, chiede il riconoscimento della situazione di handicap e quella di cecità.
Per la prima ha i requisiti richiesti dalla legge, per la seconda no perché ancora un po’ vede.
A giugno, 2011 viene sottoposta a visita per la certificazione della situazione di handicap e il 17 novembre le arriva una comunicazione dell’Inps con la quale le riconoscono il beneficio.
Nel frattempo, la vista le peggiora e la donna diventa cieca. Per questo, poco prima di Natale, il figlio della signora 88enne chiede all’Unione italiana ciechi di istruire una nuova pratica per la richiesta della pensione di accompagnamento dovuta alle persone non più autosufficienti.
«Il 5 gennaio - conferma la segreteria dell’Unione italiana ciechi - iniziamo la procedura telematica per ottenere il riconoscimento della cecità assoluta. Però, non possiamo portare a termine il procedimento perché compare questa scritta: “Nei nostri archivi risulta una pratica aperta il 28 gennaio 2011 per il riconoscimento di invalidità civile per la quale il procedimento non è ancora concluso”. La conclusione è stata che la pratica non poteva essere accolta telematicamente».
A quel punto, l’Unione nazionale ciechi tenta di contattare direttamente l’Inps.
Invia una lettera per segnalare il caso e la risposta è la stessa: la nuova pratica per il riconoscimento della cecità non può essere aperta perché c’è ancora quella vecchia attiva.
Così l’associazione chiama i familiari dell’anziana e spiega la situazione.
«I familiari, però - riprende l’Unione nazionale ciechi - ci assicurano di aver fatto tutto secondo le regole. Avevano inoltrato tutta la documentazione tramite patronato. Infatti è saltata fuori una lettera spedita dall’Inps a febbraio 2011 con la quale l’istituto, correttamente, archiviava la domanda per il riconoscimento dei benefici in materia di cecità civile, per assenza del certificato telematico dell’oculista».
In parole povere, già a febbraio l’Inps aveva chiuso la pratica.
Solo che non aveva registrato l’archiviazione.
E, quindi, ha bloccato la pratica successiva per un disguido.
Non a caso, l’11 gennaio, l’Unione ciechi scrive di nuovo all’istituto facendo presente che il certificato dell’oculista, questa volta, è stato spedito il 2 gennaio.
E che un anno di perdita di tempo è troppo lungo per chi ha bisogno di un’indennità».
Ora la pratica è andata a buon fine, nel senso che l’Inps ha registrato l’archiviazione della vecchia domanda e ha accettato (in via telematica) quella nuova.
Ma il procedimento non è ancora ultimato. Infatti, la signora deve essere chiamata a visita «e per questo - ammette l’Unione italiana ciechi - dovrà aspettare ancora un paio di mesi. Del resto, all’Inps il personale è ridotto e quindi non riesce a evadere le pratiche in tempi rapidi.
Non a caso, è molto difficile trovare anche gli impiegati che rispondono al telefono, essendo impegnati a smaltire i fascicoli arretrati. Ci vorrebbe, forse, un responsabile che si occupasse di dare risposte agli utenti o alle associazioni. Magari anche via telefono.©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
