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Studentessa in auto a 120 km all’ora: morirno due ragazzi

Luca Tronchetti
Studentessa in auto a 120 km all’ora: morirno due ragazzi

Chiusa l’inchiesta sulla morte di due ragazzi in un incidente stradale a Gragnano: ragazza nei guai per omicidio colposo

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GRAGNANO

Laura Romano, la studentessa di 20 anni che l’8 maggio del 2011 era alla guida della Renault Twingo che finì fuoristrada cagionando la morte dei due amici che erano con lei, è indagata per duplice omicidio colposo e il sostituto procuratore le ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini.

Stando alla perizia eseguita dal dottor Andrea Del Cesta l’utilitaria della ragazza al momento dell’impatto viaggiava a una velocità di 120 chilometri orari. In una zona abitata e proprio nell’affrontare una curva all’uscita della cosidettta salita del Gallo. Proprio l’eccesso di velocità, stando al perito, sarebbe stata la causa del tragico sinistro. L’auto che sbanda, invade la carreggiata opposta, va a sbattere contro la Citroen Xsara condotta da un operaio che stava tornando a casa, si schianta contro un platano e conclude la sua folle corsa nel campo sottostante la sede stradale.

Nel terribile incidente muoiono due ragazzi poco più che ventenni: Matteo Bianchi, 22 anni, meccanico, residente a Segromigno e Dario Martinelli, 25 anni, carpentiere, abitante a Gragnano. Si salva invece Laura Romano che vive con i genitori a Ponte all’Abate. Dopo l’incidente viene ricoverata nel reparto pneumologia dell’ospedale Campo di Marte per problemi di natura respiratoria. Viene anche sottoposta a un prelievo sanguigno per escludere l’ipotesi di guida in stato di alterazione psicofisica. Gli accertamenti - anche ripetuti attraverso tre consulenze - non evidenziano assunzioni di alcool o cannabinoidi. Resta quindi l’aggravante della guida imprudente e in palese violazione del codice della strada.

La studentessa, dopo un periodo di ricovero in ospedale, venne dimessa. Ma le conseguenze di quel dramma le porta ancora dentro. Conosceva bene quei ragazzi che si trovano in macchina con lei. E il loro decesso la tormenta, non le da pace. Doveva essere una serata di festa quell’8 maggio 2011 e invece è diventata una data infausta. Capace di distruggere tre famiglie: quelle delle due giovani vittime e quella dell’automobilista alla guida dell’utilitaria. Adesso il legale della ragazza ha venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere che la sua assistita possa essere interrogata. A quel punto il magistrato potrà chiedere il rinvio a giudizio. Le famiglie Bianchi e Martinelli si costituiranno parte civile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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