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Lucca

Corsonna, il compratore c’è e vuole andare avanti

Barbara Antoni
Corsonna, il compratore c’è e vuole andare avanti

Parla Angelo Rosi, il manager che sta gestendo il riavvio dello scatolificio Si scaglia contro sindacati e Provincia: «Non hanno collaborato»

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CASTELVECCHIO PASCOLI

«Per lo scatolificio Corsonna l’acquirente c’è, e se me ne sono andato dalla riunione sullo scatolificio convocata a Palazzo Ducale è perché chi era a quel tavolo, lo stesso ente e i sindacati, in otto mesi non ha fatto niente di quello che avrebbe dovuto. Non ha avviato contatti con le banche come avrebbe dovuto, non ha voluto firmare accordi sindacali di sorta. Per questi motivi è fuggito il primo imprenditore interessato. Il secondo c’è e non ha intenzione di rinunciare».

Angelo Rosi, il super manager invitato dalla Regione a risollevare le sorti dello scatolificio Corsonna di Castelvecchio Pascoli e del Bientina srl, azienda collegata, è un fiume in piena. Su tutte le furie per come si sta portando avanti la sinergia per salvare i due stabilimenti (per un totale, allo stato attuale, di circa 130 dipendenti) da una fine certa: queste erano almeno le prospettive quasi un anno fa, ad aprile 2011, quando Rosi (che ha gestito il risollevamento di aziende del calibro dei Cantieri Orlando a Livorno) fu invitato dallo stesso presidente della Regione a impegnarsi nell’impresa di sventare la morte dei due scatolifici, di trovare, in sostanza, un compratore che fosse disposto a rilevare le aziende. «E io questo ho fatto - racconta Rosi -. Dopo pochissimo tempo sono stato in grado di portare un primo compratore, una azienda che opera nello stesso settore nel Nord Italia. Provincia e sindacati però hanno perso un’occasione, facendo fuggire la prima azienda che si era presentata come acquirente. I sindacati, senza capire il momento storico che stiamo attraversando, rinunciarono a firmare l’accordo con questo acquirente».

Rosi ripercorre le tappe del progetto per il Corsonna: un piano che ha ribattezzato “Lazzaro”, perché «è come far rialzare un defunto dalla sua tomba». E ricostruisce che «fu fatto un progetto con il primo obiettivo di reperire risorse finanziarie per far ripartire l’attività nello stabilimento di Castelvecchio. I primi finanziamenti sono arrivati a dicembre, e con questi abbiamo potuto far ripartire intanto una piccola attività di manutenzione. Sono state assunte inizialmente due persone, adesso siamo a sette e a giorni ne saranno assunte altre due, saliremo così a nove». Ma dall’altra parte, dice Rosi, stenta l’impegno a rispettare i tempi imposti da Fidi Toscana «di muoversi rapidamente con le banche per avere liquidità. La Provincia non ha fatto niente, o ha fatto pochissimo. Non basteranno sei mesi per il riavvio dello scatolificio, come aveva previsto il giudice, dovremo chiedere una proroga, ma il secondo acquirente, ora, è determinato ad andare avanti. E se me ne sono andato dal tavolo è perché sono stufo di questi blablabla, oltretutto senza alcuna cognizione di causa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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