Il Tirreno

Lucca

Bocelli suona lo Steinway di Puccini

Paola Taddeucci
Bocelli suona lo Steinway di Puccini

Dopo la visita alla casa natale, il tenore ha partecipato a una cena di beneficenza alla sede della Crl

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LUCCA

«Ci devo portare assolutamente i miei figlioli». Così, alla sua maniera molto toscana e molto diretta, Andrea Bocelli ha sintetizzato l'emozione per la visita alla casa natale di Giacomo Puccini.

Il tenore, infatti, si è recato nel museo di corte San Lorenzo ieri nel tardo pomeriggio, prima della serata organizzata dal Rotary Club nella sede della Cassa di Risparmio in piazza San Giusto per un'iniziativa benefica: raccogliere fondi per realizzare la Casa del cuore, una struttura con mini alloggi per le famiglie dei bambini ricoverati all'ospedale pediatrico di Massa.

Una visita breve, ma emozionante, nel corso della quale Bocelli ha dimostrato grande interesse per i cimeli contenuti, tra cui gli spartiti, le lettere, le medaglie, il letto dove nacque il compositore, sottolineando spesso la sua ammirazione con esclamazioni e battute. E il clou è stato la sua improvvisata esibizione al mitico piano Steinway appartenuto a Puccini e sul quale il maestro compose Turandot. Bocelli ha suonato una buona parte di una celebre aria di Manon Lescaut, suscitando un caloroso applauso da parte dei numerosi intervenuti.

Ad accogliere il famoso cantante di Lajatico, arrivato da Forte dei Marmi insieme con la compagna, all'ottavo mese di gravidanza, e accompagnato dal presidente del Rotary Remo Santini, c'era infatti un nutrito gruppo di autorità e di personalità lucchesi: tra gli altri il sindaco Mauro Favilla, che ha fatto gli onori di casa donando a Bocelli un'icona in argento del Volto Santo, il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Arturo Lattanzi e il presidente della Camera di Commercio Claudio Guerrieri.

Prima di entrare nella casa-museo, il tenore ha scambiato alcune battute con i cronisti. «E' bello - ha detto - che i cittadini si interessino ai nostri tesori. Se gli americani avessero avuto Puccini e Verdi avrebbero fatto faville. E' bello pensare che questa casa sia stata restaurata. Sono un pucciniano convinto, le sue musiche mi hanno commosso fin da piccolo. E' una grande gioia che la sua casa ora sia in buone condizioni. Sono orgoglioso, come italiano».

Orgoglio ed emozione lo hanno accompagnato in tutta la visita. Dall'ingresso, dove è stato accolto dall'applauso dei presenti. Appena entrato, Bocelli ha chiesto informazioni sull'appartamento. Risposte fornite dalla professoressa Gabriella Biagi Ravenni, direttrice del museo, che gli ha illustrato tutti i pezzi forti contenuti nella casa natale.

Come il pianoforte. Lo splendido Steinway acquistato da Puccini nel 1901 e fatto restaurare da un esperto di Ancona, che ha restituito lo strumento come l'aveva lasciato il compositore. Bocelli non ha resistito e si è seduto per suonare, ammirato dalle note perfette del piano. «E' un tesoro inestimabile», ha commentato. Poi ha regalato l'esecuzione fuori programma, al termine della quale, si è scusato con il Maestro: «Speriamo che Puccini si sia distratto». Al compositore ha fatto riferimento anche quando Baccelli lo ha invitato a cantare. «La presenza di Puccini - ha risposto Bocelli - è pericolosa, meglio di no».

Altro siparietto davanti ad alcune lettere scritte da Puccini alla moglie Elvira, in cui il compositore fa cenno alle sue avventure extraconiugali. «Peccato - ha detto Bocelli - che non ci sia la risposta di Elvira…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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