Finanza
Ascom contro la liberalizzazione
L’associazione si schiera con i piccoli commercianti e chiede un incontro alla Regione
CASTELNUOVO
Confcommercio Lucca si dichiara in prima linea per tutelare le piccole attività commerciali e vicina alle perplessità espresse dai commercianti di Fornaci di Barga. Il “sempre aperti”, la liberalizzazione degli orari nel commercio non trova il pieno convincimento da parte delle associazioni di categoria. Così, il direttore di Confcommercio Lucca, Rodolfo Pasquini, esprime appoggio ai commercianti che in questi giorni stanno manifestando perplessità in merito al decreto del governo. «Siamo in linea con quanto esprimono i commercianti di Fornaci di Barga – spiega il direttore di Confcommercio –; abbiamo già avuto contatti con il presidente della Regione, Enrico Rossi, per presentare un ricorso contro la liberalizzazione e creare un tavolo di lavoro per realizzare un codice del commercio di altro tipo. Anche a livello provinciale siamo attivi e come sempre attenti alla tutela del piccolo commercio. Ma naturalmente pensiamo anche agli altri e quindi è auspicabile dialogo per trovare una soluzione che possa soddisfare tutti».
Attualmente l’orario di apertura giornaliero può coprire fino a 13 ore di servizio continuato, nella fascia compresa tra le 7 e le 22 oltre alle aperture nelle domeniche e negli altri giorni festivi e deroghe speciali per centri storici, località turistiche e città d’arte.
«La situazione va valutata zona per zona ed è quello che dobbiamo chiedere al presidente Rossi – dice Fosco Bertoli, vice presidente di Confcommercio Lucca e responsabile dell’area Valle del Serchio –. Il decreto, allo stato attuale, rischia di penalizzare le piccole attività sia quelle a conduzione familiare che quelle che fanno appoggio su molti dipendenti. Ma una più attenta valutazione va effettuata a seconda del territorio e quindi questa deve essere una buona occasione per aprire un tavolo di confronto più ampio aperto anche agli imprenditori che sono favorevoli alla liberalizzazione».
Sulla stessa linea Confesercenti, che attraverso il direttore Emanuele Pasquini, esprime perplessità in merito alla liberalizzazione delle aperture. «E’ importante sfruttare la flessibilità di orario a seconda di come gli operatori lo richiedono - dice Emanuele Pasquini -. Ma un conto, ad esempio, è rimanere aperti fino a mezzanotte quattro o cinque volte l’anno, un conto è adottarle in modo continuativo». Allo stesso tempo Confesercenti non nasconde di condividere il principio delle aperture festive o serali, ma secondo un concetto preciso: abbinarle a eventi o manifestazioni. «Credo che questo tipo di aperture straordinarie - conclude Emanuele Pasquini - funzionino se sono abbinate a iniziative altrettanto straordinarie». Anche perché, così, possono richiamare persone anche da fuori i confini comunali.
Luca Dini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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