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Lucca

Oltre seimila presunti evasori, scattano le verifiche del fisco

Barbara Antoni
Oltre seimila presunti evasori, scattano le verifiche del fisco

In arrivo migliaia di inviti a presentarsi nella sede più vicinadell’Agenzia delle Entrate per spiegare le ragioni che hanno portato a dichiarare un reddito troppo basso

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LUCCA

Imprenditori e “poveracci”. Sono oltre seimila i potenziali evasori fiscali fra i contribuenti di Lucca e provincia. Un dato importante, pari a circa un quinto del numero complessivo dei contribuenti a livello provinciale. Sono quelli i cui redditi vengono classificati come “non congrui” dagli studi di settore (dati pubblicati sul sito del ministero delle Finanze per l’anno di imposta 2008, l’ultimo con i dati disponibili), con ammontare oscillante fra 6.500 e 11.300 euro.

Questi contribuenti potranno ricevere, a breve, un avviso con la richiesta di comparire davanti a un funzionario dell’Agenzia delle Entrate per spiegare perché - date le coordinate della propria azienda e del volume di affari pregresso - nel 2008 hanno dichiarato un reddito di queste entità, minore a quanto si sarebbe aspettato.

Nel gruppo dei 6.281 contribuenti (questo il numero preciso dei sospettati di non aver dichiarato il reddito esatto, per questo quindi teoricamente “accertabili”, su un totale di 30.457 contribuenti su tutto il territorio provinciale) ci sono persone fisiche (liberi professionisti, ma anche commercianti, imprese individuali, eccetera) e conqueste società sia di persone che di capitale.

Questo il dato più eclatante nel panorama di tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore, studi - appunto - istituiti alcuni anni fa per rendere automatico l’accertamento sulla base di redditi e volumi di affari dichiarati.

Società di persone. Sono quelle in cui le persone prevalgono rispetto al capitale. E quindi, ad esempio, società in nome collettivo o in accomandita semplice (in cui i soci accomandanti rispondono solidalmente e illimitatamente). In provincia, le società di persone sono 7.159. In questo settore, quelle che saranno con tutte le probabilità oggetto di un’indagine del fisco sono quelle con redditi compresi tra 11.100 euro (la media dei redditi ritenuti non congrui, cioè non rispondenti ai parametri dello studio di settore specifico) e 42.400 euro. Reddito che va distinto dal volume di affari complessivo, che per questo tipo di società oscilla invece (rispettivamente) tra 224.500 e 255.500 euro.

Società di capitali. Le società in cui invece prevale l’elemento capitale (come società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata per citare le forme più frequenti) risultano essere in numero di 4.643 sul territorio provinciale. Di queste, le società che saranno con molte probabilità nel mirino del fisco per effettuare accertamenti sui motivi del reddito dichiarato e considerato non congruo alla luce degli studi di settore sono quelle che - sempre nell’anno di imposta 2008 - hanno dichiarato da 58.200 euro (reddito in attivo) fino a una perdita di 4.100 euro.

Accertamenti. In casi di reddito classificato non congruo dallo studio di settore, il dichiarante viene di norma invitato a presentarsi alla sede più vicina dell’Agenzia delle Entrate. Qui un funzionario lo interroga sui motivi che lo hanno indotto a dichiarare un reddito non adeguato alla portata della sua azienda. Il contribuente è tenuto a spiegare le ragioni attraverso una relazione. E i motivi che hanno causato un decremento di reddito a un’azienda possono essere tanti. Per fare un esempio, un negozio che si trova in una strada dove si sono protratti lavori per mesi lavori di ristrutturazione della rete fognaria, può avere subito per il cantiere una diminuzione di afflusso di clienti. Ma i motivi portati a giustificazione devono essere plausibili, sottolineano energicamente gli esperti del fisco e delle situazioni contabili.

Può accadere che le motivazioni addotte al calo di reddito non siano ritenute plausibili dall’Agenzia delle Entrate. E in questi casi scatta inevitabilmente la sanzione pecuniaria.

Che può essere netta (una somma da versare) oppure può anche essere stabilita, con una transazione, nella forma di un adeguamento delle tasse pagate (o non pagate).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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