Sicurezza
I contribuenti in perdita sono destinati ad aumentare
«La percentuale dei redditi non congrui è destinata a crescere, per effetto della crisi di cui gli studi di settore tengono troppo poco conto». Parla Giampiero Della Nina, commercialista...
«La percentuale dei redditi non congrui è destinata a crescere, per effetto della crisi di cui gli studi di settore tengono troppo poco conto».
Parla Giampiero Della Nina, commercialista lucchese ed esperto di fisco. «L’Agenzia delle Entrate - spiega il fiscalista - non tiene conto che il Paese sta attraversando un periodo difficile. I parametri degli studi di settore non sono più rispondenti alla realtà reale. Che invece racconta di imprenditori, liberi professionisti e società che non vanno più avanti. I redditi calano loro malgrado».
Per legge, spiega il commercialista, gli studi di settore devono essere revisionati e aggiornati a scadenze temporali ben determinate, normalmente ogni due ani.
Passato questo periodo, i parametri vengono riesaminati e ritoccati, ma di solito, ritiene l’esperto di fisco, «gli studi di settore vengono formulati in maniera ottimistica, e così anche gli aggiornamenti che vi vengono apportati.
Allo stesso tempo, l’esperto è il primo ad ammettere che tra i contribuenti che dichiarano un reddito non congruo alla portata della loro azienda ci sono fisiologicamente «quelli che fanno i furbi e che si approfittano del clima generale di crisi nel settore dell’impresa».
Ma vero è anche, aggiunge, che tra coloro che dichiarano un reddito inadeguato alle aspettative della propria impresa ci sono anche quelli che davvero sono rimasti v ittima del momento contingente, della morsa della crisi che, sottolinea il commercialista Della Nina, ha cominciato a farsi sentire in modo massiccio soprattutto dagli inizi del 2008. Non più tardi dei due anni precedenti, 2006 e 2007, la situazione non era così disperata.
b.a.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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