Il dolore
Scuola: nuovo Iti Ferrari, un cantiere infinito
Scuola in costruzione a Borgo a Mozzano, ma il sindaco reclama: «La Provincia non dà i soldi promessi»
BORGO A MOZZANO. La sede dell'Istituto tecnico industriale Enzo Ferrari cambierà: la nuova sede è in costruzione. Il Comune ha acquistato anni fa un edificio di via Roma, nel centro storico, proprio con l'obbiettivo di realizzarci la nuova sede dell'Iti.
Dopo un primo accordo con la Provincia, hanno avuto avvio i lavori per il primo e secondo lotto, attualmente in corso, relativo alla parte impiantistica. Lotto che è stato aggiudicato con determina n. 807 del 30 novembre 2010 e che nessuno sa quando finirà: sul cartello esposto fuori dal cantiere, infatti, la data prevista di consegna dei lavori è stata tappata con del nastro nero, rendendola invisibile. Come nessuno sa, allo stato attuale, quando inizieranno i lavori per il terzo lotto: per poter andare avanti è necessario il sostegno economico della Provincia. Più volte il sindaco Francesco Poggi ha chiesto alla Provincia che mantenesse le promesse fatte, ma ancora, dice il sindaco, la Provincia non ha dato il proprio contributo.
A rimetterci sono gli studenti, i quali sono costretti a studiare in un edificio in cui si verificano infiltrazioni d'acqua e dove alcune aule sono state realizzate all'interno di strutture prefabbricate. L'attuale sede di piazza dei Bersaglieri che ospita l'Istituto è divisa con la scuola secondaria di primo grado "Papa Giovanni XXIII" che occupa la maggior parte della struttura, rendendo necessarie quindi le strutture prefabbricate. Obbiettivo dell'amministrazione comunale, che ha la proprietà dell'edificio ma a cui non spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria di competenza della Provincia, è quello di realizzare un nuovo edificio anche per la scuola secondaria nel centro storico del paese e di vendere l'attuale sede.
Già nell'ottobre scorso i ragazzi dell'Istituto avevano protestato vivacemente «lamentando - a loro dire - la mancanza di sicurezza in cui versa l'edificio» e, proprio per questo, il dirigente dell'istituto Mannelli aveva preso la clamorosa decisione di sospendere per un giorno tutti i ragazzi che avevano partecipato all'occupazione.
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