Finanza
Mensa, arriva il regolamento
Fissate le norme per il controllo di qualità, i criteri delle diete e dei menu. Disposizione anche per la presentazione dei reclami: al documento ora verranno presentate osservazioni
LUCCA. Prima pietra per il regolamento del servizio di ristorazione scolastica, novità assoluta in questo campo. La bozza, che ha avuto l'approvazione della giunta comunale, è stata presentata ieri ai rappresentanti delle commissioni mensa delle scuole da Moreno Bruni, assessore alla pubblica istruzione, e dal dirigente Giovanni Marchi. Scatta ora la fase delle osservazioni e delle eventuali modifiche.
La prossima settimana si terrà un altro incontro con i rappresentanti delle commissioni mensa per scegliere 4 genitori e 2 delegati che dovranno recepire le eventuali osservazioni e presentarle alla commissione scuola consiliare. Quest'ultima dovrà sintetizzare tali osservazioni e le proprie in un'unica proposta che dovrà essere discussa e infine approvata dal consiglio comunale, l'unico competente a decidere sui regolamenti.
La novità. Le norme sul servizio mensa sono una novità fortemente voluta da Bruni, che ne auspica l'approvazione al massimo entro i primi giorni di febbraio. «È uno degli impegni - ha detto l'assessore - che vorrei riuscire a mantenere prima della scadenza del mandato (maggio, ndr). L'altro su cui sto lavorando è il Patto per la scuola, con il quale spero di introdurre un nuovo modo di lavorare tra scuola, genitori e amministrazione comunale».
3500 pasti al giorno. In totale sul territorio comunale ad essere interessate sono 54 scuole - tra infanzia, primarie e secondarie di primo grado - dove gli iscritti al servizio mensa sono 5800. La media giornaliera dei pasti distribuiti dal gestore Del Monte - al quale l'incarico è stato affidato circa un anno fa - va da 3000 a 3500.
Le regole. Per la prima volta, dunque, si metteranno nero su bianco regole su finalità del servizio, destinatari, requisiti di accesso, modalità di gestione, menu, diete speciali, controllo sulla qualità dei pasti, funzioni e compiti delle commissioni mensa delle varie scuole, reclami e segnalazioni e molto altro. Vediamo in dettaglio cosa prevede la bozza - che sarà disponibile anche on line sul sito del Comune - in merito ad alcuni punti.
Mensa non optional. Il servizio ristorazione concorre all'effettiva attuazione del diritto allo studio, costituendo in sé un momento educativo e socializzante. È questa la finalità stabilita dal regolamento che indica inoltre che l'iscrizione al servizio è contestuale alla scelta dell'offerta formativa. Ciò significa che chi decide di mandare il proprio figlio a una scuola che ha la mensa, non può andare a prenderlo per pranzo se non con una valida giustificazione. «Sarebbe - ha specificato il dirigente Marchi - come fargli saltare un'ora di lezione».
I menu. Differenziati (uno invernale e uno primaverile), saranno particolarmente attenti al controllo dell'obesità, secondo le nuove discipline della Regione, e alle diete speciali, sia per motivi di salute che per motivazioni religiose o culturali. Nell'elaborazione e nell'adeguamento dei menu vengono prese in considerazione, poi, le segnalazioni e le proposte delle commissioni mensa.
I controlli. L'amministrazione comunale procederà a periodiche azioni di controllo a sorpresa per verificare la corrispondenza dei pasti a quanto previsto dal menu, il rispetto dei tempi e della distribuzione e infine l'andamento complessivo del servizio anche in relazione al gradimento da parte degli utenti.
Le commissioni mensa. Agli organismi di rappresentanza degli utenti di ogni istituto spettano, tra l'altro, autonomi compiti di verifica sugli ambienti in cui avviene la refezione, sull'andamento del servizio e sulla conformità dei pasti al menu.
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