Il Tirreno

Lucca

TROPPI INADEMPIENTI

Politici, redditi da dichiarare

Maurizio Dinelli

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Capisco che è molto più interessante parlare di candidature e di toto sindaci veri o presunti, che chiedono l'appoggio ancor prima di presentare un programma, ma le notizie di evasori totali sulla neve scoperti dall'Agenzia delle Entrate da un parte, e dall'altra di parlamentari che chiedono sacrifici solo agli altri, senza farne alcuno, mi spinge a chiedere spazio per una riflessione che spero abbia risvolti concreti.  Non sono mai stato, né aspiro ad entrare nell'eletta schiera dei perbenisti e dei moralisti alla Flores D'Arcais. E' però vero ognuno nella sua sfera d'azione deve pretendere l'applicazione di quello in cui crede, se ha scelto di interessarsi della cosa pubblica e credo che il sindaco deve pretendere chiarezza su due aspetti, uno sulle agevolazioni economiche cui il Comune dedica decine di milioni, l'altro sui redditi che ancor oggi molti rappresentanti dell'amministrazione non hanno ancora reso noto, in spregio alle leggi, la propria dichiarazione dei redditi 2010.  Sembrano richieste su temi distinti, ma il motivo che mi spinge a chiedere l'intervento del primo cittadino è lo stesso. Le amministrazioni succedutesi almeno dal 1994 ad oggi, non hanno mai concretamente chiesto la collaborazione di Agenzia entrate e Gdf per fare le pulci a chi gode di benefici (mense scolastiche, esenzioni su permessi nel centro storico e molto altro) che hanno risvolti economici importanti per la collettività. Siamo sicuri che il sociale dispensi aiuti solo a chi davvero ne ha bisogno o anche a Lucca ci sono degli approfittatori? Il campo va sgombrato da ogni dubbio. Io credo ci siano anche delle mele marce, anche se non ho certezze in merito.  Forza Lucca, il gruppo consiliare di cui ero capogruppo fece meritoriamente inserire nel regolamento comunale, l'obbligo di far conoscere i propri redditi a chi ha l'onere di essere consigliere, assessore, revisore, componente di cda di partecipate comunali. E' stato un punto caratterizzante la nostra azione di trasparenza e di corretto rapporto tra eletti ed elettori. Leggo che molti non hanno ottemperato a tale obbligo e mi spiace che anche tanti amici non lo abbiano fatto (comunque ci sono errori di consegna che appena chiariti ridurranno il numero degli inadempienti).  Il sindaco ha già scritto, mi dicono, una lettera ai ritardatari per chiedere il rispetto di questo vincolo. Niente di male se qualcuno tiene alla propria riservatezza, si può dimettere in modo da non essere obbligato a mettere in piazza il proprio patrimonio. La cosa pubblica ha degli oneri, piccoli a me sembrano, cui non si può venir meno.  Il sindaco, che è il garante di tutti faccia rispettare le leggi senza indugi. Le azioni moralizzatrici nel nostro Paese non sono mai troppe a questo punto. Maurizio Dinelli

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