La manifestazione
DIRIGE PIÙ SEDI
Ado Rossini
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DIRIGE PIÙ SEDI Cambia soprintendente ma è ancora un interim È terminato il settimo anno di vita della nostra Soprintendenza e (come da previsione) è iniziato l'incarico del settimo Soprintendente. Trattasi dell'architetto Giuseppe Stolfi (milanese). Naturalmente Stolfi è già soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Calabria (province di Cosenza, Catanzaro e Crotone), incarico che continua a mantenere. Un altro interim, quindi, per il nostro territorio; un'altra'soluzione' (si fa per dire) tampone e a termine. Dopo il quadri-cipite architetto Agostino Bureca (che si divideva tra la sua casa di Roma e le sedi di Arezzo, Pisa-Livorno e Lucca-Massa Carrara), abbiamo ora il tri- cipite architetto Stolfi (che si dividerà tra la sua casa di Milano e la sede di Cosenza- Catanzaro-Crotone e quella di Lucca-Massa Carrara) spaziando così per l'intero territorio italiano. Crediamo che la prima cosa da augurare sia la seguente: "Buoni viaggi, Soprintendente!" Roberto Mannocci (Italia Nostra) COMMERCIO La liberalizzazione e quei giudizi sprezzanti Con un intervento a pagamento sui giornali, come comunicazione alla "gentile clientela", l'Esselunga ha commentato la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Dopo aver lodato sperticatamente l'intervenuta liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali (cosa sulla quale, pur con molte riserve, si potrebbe concordare) l'estensore si esibisce in una raffica di apprezzamenti su funzionari pubblici (che sarebbero impiegati al solo scopo di disturbare la libera imprenditoria) e su varie categorie di impiegati delle "associazioni", così come sui "commercianti, gli ambulanti eccetera", per i quali tutti sarebbe giunto il momento di trovare "una nuova più produttiva occupazione". Di fronte all'arroganza ed al disprezzo che trasudano dall'intervento, per ogni altra categoria che non sia quella delle grandi catene e delle organizzazioni di franchising, si rimane incerti se indignarsi fieramente o essere grati. Se può essere facile intuire i motivi della indignazione, cercherò di spiegare perché potremmo arrivare ad essere grati all'estensore. Infatti, in clima di libero mercato, potrebbe anche accadere che un simile disprezzo non dissimulato per categorie di cittadini, che pur dovrebbero far parte della "gentile clientela" dell'estensore, possa far rinascere la consapevolezza che il mercato dovrebbero e potrebbero essere proprio i cittadini, i quali con scelte consapevoli di indirizzo - ed anche di boicottaggio di certi prodotti e di certi ambienti imprenditoriali - potrebbero determinarne il successo, ovvero il tracollo dell'impresa. Purtroppo su questa prospettiva pesa, e non poco il ricatto della perdita dei posti di lavoro per tanti dipendenti che con la caduta di costoro sarebbero costretti a reinventarsi nuove occupazioni. C'é da sperare che i pubblici amministratori o aspiranti tali sappiano prendere posizioni di garanzia del tessuto sociale e di tutela della biodiversità delle attività economiche e commerciali superando ogni condizionamento (non ultimo di carattere elettoralistico) che potrebbe venire da esponenti di un pensiero liberista senza regole, senza limiti e senza rispetto della dignità e della quotidiana fatica dei piccoli imprenditori indipendenti o degli impiegati istituzionali ed associativi, privi sempre più di ogni rete di sicurezza. Mario Ciancarella CITTADINI E SCELTE SI evita la partecipazione un errore di chi fa politica Il rapporto fra politici e cittadini non deve basarsi su una concertazione ma bensì su una partecipazione permanente alla vita amministrativa dove il cittadino deve avere la possibilità di esprimere le sue opinioni in merito all'opera pubblica che viene sottoposta alla sua attenzione e con la possibilità di seguirla dalla progettazione fino alla sua messa in opera, mentre l'ente locale ha il potere decisionale in tutte queste tappe. In questo modo le realtà associative, i comitati o i singoli cittadini avranno la possibilità di collaborare per la propria città, il proprio rione, comportando così una collaborazione proficua e leale che avrà come risultato una politica efficiente perchè si rispecchia nella piena volontà e partecipazione del popolo. Al giorno d'oggi tutto questo è una pratica poco diffusa, forse perché per la classe politica è una strada che può dare fastidio, che il coinvolgere i cittadini possa produrre più danno che risultati. La pratica più diffusa è invece quella di coinvolgere solamente quella parte della realtà sociale di una città che ha più interessi al progetto dell'opera pubblica che l'amministrazione ha in mente. Ma in questo modo si avrà nella maggioranza dei casi una politica che non troverà la piena accondiscendenza da parte dell'elettorato proprio perché manca da parte dell'amministrazione il coinvolgimento e quindi la partecipazione del più ampio numero di cittadini. Perciò se vogliamo vedere una politica davvero con la P maiuscola bisogna che coloro che sono scelti dal popolo a praticarla, poi ricerchino il confronto e la partecipazione non solo con gli altri schieramenti politici di partito, non solo con I pilastri della società locale, ma bensi, più importante, con coloro che sono i soggetti a pieno titolo a cui devono assicurare il loro più forte e profuso impegno nell'amministrazione del territorio. Abbiamo quindi bisogno oggi più che mai di politici che attuino una politica avvolgente, una politica che ha il dovere di rendere consapevoli tutti I cittadini dei loro diritti di sovranità popolare. Fausto Ori (Ass. genitori della scuola) IN VIALE GIUSTI Senza rotatoria, l'incrocio resta un rebus insolvibile Sarà capitato a molti di finire nell'imbarazzo se percorrendo viale Giusti si vuole imboccare via Cantore. Strisce a terra poco visibili, imbocco e traffico di via Macelli che rendono ardua la manovra. Insomma, cosa si aspoetta a fare una rotatoria?
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