Il Tirreno

Lucca

Non funziona l’ultimatum di Favilla: nessuna investitura ufficiale. E intanto l’Udc cerca nuovi alleati

Voto, il Pdl sceglie entro sabato

Ilaria Bonuccelli
Voto, il Pdl sceglie entro sabato

Stati generali la prossima settimana per esprimersi sulla candidatura

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 LUCCA. Se Mauro Favilla sperava in una reazione pubblica resterà deluso. Nessuna dichiarazione ufficiale di appoggio da parte del Pdl, dopo la sua minaccia di ritirare la candidatura. Ma una reazione ci sarà: entro la fine della prossima settimana, il partito che guida l'attuale maggioranza di centrodestra si esprimerà sul candidato sindaco. Non aspetterà il congresso provinciale di fine mese.  Dopo le dichiarazioni di Favilla, il Pdl ha deciso di convocare tutti i rappresentanti che abbiano un ruolo istituzionale, dai consiglieri di circoscrizione ai vertici regionali. In quella sede, una sorta di tavolo provinciale allargato, ciascuno dovrà pronunciarsi per chiarire una volta per tutte quale sia il candidato ideale per questa tornata amministrativa.  In una settimana, dunque, il Pdl - insieme alle altre forze di centrodestra - valuterà se esiste quell'alternativa a Mauro Favilla che, finora, non è emersa. Eppure i tentativi di trovarla non sono mancati. Già alcune settimane fa l'Udc ha proposto di creare una rosa di notabili, fra i quali provare a individuare un possibile candidato sindaco. I nomi circolati sono quelli di Marco Porciani, imprenditore con un breve passaggio in consiglio comunale anche durante l'attuale legislatura; Ugo Giurlani, presidente di Polis, la società immobiliare del Comune. È stato fatto anche il nome di Alberto Varetti, ex presidente della Cassa di risparmio di Lucca, non ancora contattato, e perfino quello di Pietro Fazzi, anche se sull'ex sindaco c'è stato un veto sostanziale del Pdl.  Alla fine, tutti i tentativi di andare oltre Favilla sono naufragati. Tanto che l'attuale sindaco appare ancora il nome pià spendibile, almeno per il centrodestra istituzionale. Quello che non si è ancora organizzato in movimenti alternativi che fanno capo, ad esempio, all'ex assessore Luca Leone. Favilla questo, in qualche modo, l'ha capito. Ed è per questo che ha lanciato l'ultimatum al Pdl: vuole che il partito esca allo scoperto e ufficializzi l'investitura. Per questo azzarda la minaccia del ritiro della candidatura, ribadendo che non vuole arrivare a essere il candidato del centrodestra per mancanza di altre proposte. Non vuole, insomma, essere l'utile ripiego. E, quindi, stuzzica Pdl e dintorni sul fatto che non ci sia entusiasmo intorno alla sua candidatura.  Questa, però, non dovrebbe essere una sorpresa per Favilla. Già mesi fa, a Roma, al pranzo di insediamento di Angelino Alfano alla guida del Pdl, nessuno ha mosso foglia quando ha ipotizzato la possibilità di farsi da parte per lasciare spazio a un altro candidato. Del resto, il Pdl non si dimentica di come Favilla abbia navigato a vista negli ultimi due anni e mezzo di amministrazione, rivoluzionando la giunta a proprio piacimento e uscendo dalle varie crisi con alleanze che sfuggivano alle logiche dei partiti. Basta pensare, alla scelta di sacrificare l'ex presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti, per superare una crisi. O alla scelta di inserire in giunta 2 assessori del movimento nato dalla scissione del Pdl per portare in fondo il mandato.  Insomma, Favilla avverte freddezza nei partiti perché freddezza c'è. Questo non significa che il Pdl abbia un candidato alternativo. Ma significa che lo stia cercando di gran lena l'Udc che nei prossimi giorni si incontrerà con Favilla, ma già ha iniziato a costruire un'alleanza moderata, per intercettare il voto degli scontenti del Pdl (da qui il rapporto privilegiato con Luca Leone) e anche del Pd. Su possibili alleanze locali, l'Udc programma incontri anche con i vertici nazionali di tutti i partiti, anche se l'alleanza a sinistra sembra la meno probabile. «L'unico dato certo al momento - commenta Piero Angelini, leader di Governare Lucca - è la confusione. I partiti non sono capaci di avanzare proposte programmatiche, dimostrandosi inadeguati come i candidati che propongono. La verità è che tutti pensano a come vincere le elezioni, senza preoccuparsi di come governare la città».

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