Il Tirreno

Lucca

Viale Europa, la controrivolta

Arianna Bottari
Una protesta degli abitanti contro l’intenso traffico di auto e camion
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Una protesta degli abitanti contro l’intenso traffico di auto e camion

I residenti pronti a bloccare la protesta dei camionisti

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 MARLIA. Una controprotesta indetta al volo, grazie al passaparola di casa in casa e via telefono. I marliesi ed i lammaresi si organizzano. Striscioni alle siepi e alle finestre e l'intenzione di scendere in strada, sabato 14, per fronteggiare il serpentone di tir, deciso dagli autotrasportatori col sostegno delle categorie, contro il senso unico alternato.  «Quell'ordinanza su Viale Europa ci ha restituito la vita. La difenderemo», dicono i più decisi del comitato interpaesano Marlia e Lammari che si è rimesso al lavoro. C'è un incontro in previsione e i responsabili sono sicuri che accorreranno in moltissimi. «Vogliamo appoggiare con forza l'ordinanza del Comune di Capannori - dice Gabriella Fabbri, una di loro - troveremo il miglior modo per farlo. Una contromanifestazione in piena regola. Ci faremo sentire».  Questa volta il comitato non è solo. Sono decine i cittadini che hanno voluto dire la loro e che sostengono di come sia cambiato il volto del viale. «Sono favorevolissimo al provvedimento adottato dal Comune di Capannori - dice Andrea Lorenzetti, 22 anni, che abita lungo la strada - Sono invece schifato dall'atteggiamento degli industriali, che si oppongono pur non avendo la minima idea di che cosa significhi vivere qui, dove è difficile parlare, studiare o guardare la televisione perché il rumore dei camion è troppo forte, dove non è possibile aprire le finestre in estate, dove i vetri tremano e, se ci si avventura a piedi o in bicicletta sul viale, si viene "rasati" dai tir. Siamo costretti a vivere chiusi nelle nostre case».  «L'aria è irrespirabile, la strada pericolosissima - racconta Andrea Bertolucci, padre di due bimbe che non possono neanche uscire a giocare in giardino - la centralina aveva indicato livelli di polveri sottili altissimi, poi è stata tolta e mai più rimessa. Un provvedimento del genere doveva essere preso anni fa».  Lia Dal Pino abita in viale Europa da sempre, 70 anni. «Non si può uscire, ti mettono sotto. Ben venga l'ordinanza», commenta. Sulla stessa linea Adriana D'Ascanio, che con il marito vive a Marlia da 50 anni. «La situazione è peggiorata tantissimo negli ultimi anni - racconta - la nostra siepe è tutta nera per l'inquinamento. Siamo favorevoli all'ordinanza».  Sonia Paganucci e Annamaria Di Riccio, che abitano in località Ponte alla Posta, dove c'è un incrocio (con semaforo) teatro di innumerevoli incidenti, si dicono pronte a manifestare. «Da quando il provvedimento è entrato in vigore, è tutta un'altra cosa. Si respira, c'è meno rumore. Mi sembra di essere in paradiso», chiude Di Riccio. «Si sta così bene! - esclamano dalla famiglia Di Grazia - Sembra di essere rinati con così pochi camion per strada. Certo che siamo favorevoli all'ordinanza. Siamo anche disposti a protestare perché non venga revocata».  La signora Flora Tardelli vive in uno dei tratti più pericolosi della strada, il curvone di Marlia, dove via del Monumento sbocca sul viale Europa. «Qui sono successi moltissimi incidenti. I limiti di velocità non sono rispettati, non si vive né di giorno, né di notte. Bene l'ordinanza. Siamo pronti a manifestare, anche bloccando il corteo di mezzi pesanti. Ma vorrei aggiungere che noi non siamo contro i camionisti, che devono lavorare come noi, ma contro i politici che, in tanti anni, non sono stati in grado di risolvere una situazione che stava diventando chiaramente insostenibile».

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