Il Tirreno

Lucca

Tir pronti a paralizzare la Piana

Arianna Bottari
Traffico di mezzi pesanti lungo viale Europa, dove è stato istituito il senso unico alternato. Se non verrà revocata l’ordinanza i camionisti manifesteranno con il blocco del transito
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Traffico di mezzi pesanti lungo viale Europa, dove è stato istituito il senso unico alternato. Se non verrà revocata l’ordinanza i camionisti manifesteranno con il blocco del transito

Il 14 corteo con almeno 100 camion contro viale Europa a senso unico

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 LUCCA. Pronti a bloccare la Piana. Sabato 14 gennaio. Oltre cento camion in fila, in un lungo e lento corteo per protestare contro il senso unico alternato su viale Europa a Marlia, se il Comune di Capannori non revocherà l'ordinanza di divieto. Così hanno deciso gli autotrasportatori. Una novantina quelli che mercoledì sera hanno incontrato le associazioni di categoria nella sede della Confartigianato.   Secondo quanto concordato, il serpentone di tir si snoderà per le vie principali della Piana, compreso viale Europa. Il pomeriggio di sabato 14 gennaio i camion sfileranno fino a Lucca, per protestare contro il divieto che rende complicato lavorare.  I camionisti, dunque, passano dalle parole ai fatti. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, ora decidono di manifestare. «Inutile ricordare nuovamente gli innumerevoli disagi che sono costrette a subire le imprese che trasportano merci lungo il viale Europa, il più utilizzato per il collegamento Mediavalle-Garfagnana-casello autostradale del Frizzone e viceversa. Ecco perché le associazioni di categoria hanno deciso di unirsi all'azione di protesta contro quanto previsto nella determina dirigenziale del Comune di Capannori», fanno sapere i rappresentanti delle associazioni.  «Il disagio emerso durante l'incontro di mercoledì sera è stato talmente forte che questa è la prima iniziativa che gli autotrasportatori, fortemente penalizzati dal provvedimento, intendono attuare. Anche Assindustria condivide le motivazioni della protesta, visto che l'ordinanza colpisce anche le aziende».  Penalizzati anche gli operatori del commercio e del turismo, preoccupati per l'incremento dei tempi e dei costi indiretti dei servizi di fornitura per le aziende fuori dall'area interessata e per lo spostamento dei carichi sulle altre vie di comunicazione primarie e secondarie, con un incremento generale dei disagi alla mobilità della Piana e della città.  «Per evitare disagi inutili alla cittadinanza - riprendono le associazioni di categoria - abbiamo deciso il corteo dei mezzi pesanti e di tutti gli altri veicoli delle imprese che si associano alla manifestazione, anticipato dal 16 al 14 gennaio, dalle 7 alle 13. È ovvio che questa manifestazione, che avrà luogo dopo il secondo incontro in Prefettura previsto per venerdì 13 gennaio, si terrà solo nel caso in cui non vi siano "aperture" da parte del sindaco di Capannori alla nostra richiesta di revoca dell'ordinanza. E se non sarà dimostrato l'impegno da parte di tutti i soggetti preposti a dare concretamente seguito ai tanti protocolli siglati (e mai attuati) sugli assi viari della Piana oltre che alla necessaria messa in sicurezza delle arterie esistenti. In tal senso ci conforta l'impegno dimostrato dal prefetto che ha invitato il nuovo ministro delle Infrastrutture a venire a Lucca per definire la questione degli assi una volta per tutte».  Su questo concordano tutte le associazioni di categoria che sostengono la protesta: Confartigianato, Cna, Assoindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative e Confagricoltura che fanno parte del Comitato Infrastrutture, che si riunisce alla Camera di commercio. La quale, attraverso il presidente, Claudio Guerrieri, ammette «che la scelta del Comune di Capannori di rendere a senso unico viale Europa ha creato molto disagio sotto l'aspetto del rapporto con le categorie economiche». È anche vero - ammette Guerrieri - che il provvedimento è stato adottato «dopo infinite dichiarazioni del sindaco di Capannori in questo senso. La chiusura ai tir di viale Europa, di per sé, è un fatto estremamente negativo, ma in questa vicenda c'è anche un aspetto positivo: la possibilità di riaprire il dibattito sulla grande viabilità della Piana».

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