Sicurezza
Leone lascia la carica di vicepresidente della Holding
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Luca Leone (Vip) «Adesso sto lavorando per gettare le basi di un nuovo progetto politico per la città»
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LUCCA. Luca Leone si è dimesso dalla carica di vice presidente della Holding. Decisione annunciata durante il kick off del 17 dicembre e resa ufficiale il 4 gennaio. Un ritardo dovuto ad adempimenti tecnico-amministrativi, dice l'ex assessore e ora candidato a sindaco. Fatto l'annuncio, Leone replica al coordinamento del Pdl che gli rimproverava di non seguire le regole della politica. «Le mie azioni politiche e la mia candidatura, lungi dall'essere improvvisi, sono frutto di un percorso alla luce del sole e delle mie analisi, supportate dalla spinta e la condivisione di tanti amici che vogliono proposte nuove e diverse e soprattutto un nuovo modo di far politica nell'interesse della città». Leone ricorda di aver da tempo manifestato internamente al partito il dissenso, di essersi dimesso da coordinatore comunale "nominato dall'alto" in polemica con la gestione del partito e chiedendo di convocare un congresso comunale democratico, o quantomeno di azzerare i ruoli ripartendo tutti dalla base. «Non ho potuto farlo in modo più "democratico" visto che il Pdl è un partito che di congressi non ne ha mai fatti né ha luoghi di confronto con la propria base. Rileggere ancora oggi di primarie (come se le aveste mai volute e non le aveste sempre sbeffeggiate), di apertura e confronto, dopo che in agosto io solo avevo lanciato un pubblico appello, deriso e inascoltato, mi fa un pochino sorridere. Sono e rimango in assoluto un democratico, che crede alla partecipazione dal basso, ma quale democrazia in concreto sia mai esistita nel Pdl con tutta onestà mi sfugge. La democrazia intesa da voi è quella di non prendere mai una posizione pubblica e chiara (Favilla lo appoggiate o no? Il partito è aperto al confronto con le esperienze della società civile o le considera non interessanti perché prive del "bollino di autenticità di centrodestra"? Le primarie le volete o no? E potrei continuare a lungo!), quella di contestare i giovani del Pdl (forse buoni solo per i banchetti e i volantini?) perché fanno un "sondaggio" apertamente e liberamente chiedendo ai cittadini che ne pensano e come la vedono. In ultimo aspettare di celebrare l'ennesimo congresso "bulgaro"». Leone spiega di lavorare per gettare le basi per la costruzione di un progetto civico per la città. «Non chiedo di fare il candidato del Pdl, partito con i cui "dirigenti locali" faccio ormai da troppo tempo fatica a riconoscermi. Una classe dirigente mai minimamente eletta, stanca, assai superata dalla "storia", e ormai autoreferenziale. Ma anche un partito che ha perso la sua anima riformista».
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