Il Tirreno

Lucca

La Panem non vuol riaprire

Arianna Bottari
I lavoratori della Panem in corteo (Vip)
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I lavoratori della Panem in corteo (Vip)

Nuova rottura, i 60 operai studiano altre forme di lotta

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 ALTOPASCIO. Non sussistono le condizioni per la ripresa dell'attività produttiva nello stabilimento Panem. Brutte notizie per i lavoratori dell'azienda dopo l'incontro di ieri in Provincia e al quale ha preso parte un rappresentante del commissario giudiziale nominato dal tribunale di Monza, Rolando Brambilla.  Critici gli assessori Mario Regoli (politiche del lavoro) e Francesco Bambini (sviluppo economico), che commentano: «Tutto porta a pensare che l'operazione messa in atto dal Gruppo Novelli mirasse solo a rilevare il marchio Panem».  «Non ci sono segnali positivi. Registriamo una nuova rottura», conferma Lino Giovanelli della Flai-Cgil.  All'incontro, oltre a Regoli e Bambini, erano presenti il Comune di Altopascio, i sindacati di categoria, le Rsu della Panem, il segretario provinciale della Cgil Giampaolo Mati, un rappresentante dell'azienda e un rappresentante del commissario giudiziale, Rolando Brambilla, lo stesso nominato per la questione del San Raffaele di Milano.  Gli assessori Regoli e Bambini hanno sollevato perplessità sul modo in cui il Gruppo Novelli ha acquisito il controllo della Panem e sui fatti che ne hanno fatto seguito, compresa la richiesta di concordato.  «Questo - dicono Regoli e Bambini - porta a pensare che l'operazione sia stata finalizzata a rilevare il marchio Panem e ad acquisire la relativa fetta di mercato. Al contempo, per lo stabilimento di Altopascio, pare non esserci altro futuro che la chiusura, mentre l'altro sito di Muggiò, in Lombardia, continuerà l'attività».  La proprietà dell'azienda ha negato di aver avuto interesse nel rilevare la Panem al solo scopo di acquisire il marchio, ma ha ribadito che non sussistono le condizioni per una ripresa dell'attività nello stabilimento di Altopascio.  Il commissario giudiziale e la proprietà si sono impegnati ad attivare la richiesta di cassa integrazione che, vista la presenza di un altro stabilimento, quello di Muggiò, dovrà essere inoltrata al ministero. Gli assessori Regoli e Bambini hanno insistito sull'esigenza che la proprietà e il commissario valutino la possibilità di non fermare lo stabilimento di Altopascio e si riservano, insieme alle organizzazioni sindacali, di presentare una memoria al tribunale e al commissario giudiziale nel quale esprimere le loro valutazioni e perplessità sull'operato del Gruppo Novelli. Nel pomeriggio, una volta finito l'incontro in Provincia, sindacati e Rsu hanno parlato ai lavoratori, in un'assemblea convocata sotto la tenda del presidio, davanti ai cancelli dell'azienda. «Non è stato un incontro positivo. Il Gruppo Novelli ha negato la disponibilità a recuperare lo stabilimento di Altopascio, o a integrazioni salariali in vista della cassa integrazione. Adesso decideremo eventuali nuove iniziative», dice Lino Giovannelli, segretario provinciale della Flai-Cgil.

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