Il Tirreno

Lucca

Favilla minaccia di non candidarsi

Ilaria Bonuccelli
Il sindaco Mauro Favilla (in piedi) con Migliori e Parisi durante una convention del Pdl
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Il sindaco Mauro Favilla (in piedi) con Migliori e Parisi durante una convention del Pdl

Ultimatum ai partiti di centrodestra che ancora non l'hanno investito

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LUCCA. L'annuncio spiazza tutti. In primo luogo il Pdl che non ha cercato fra le proprie fila un candidato alle amministrative. L'obiettivo del sindaco, Mauro Favilla, però, è proprio quello: quando dice che potrebbe ritirare la propria candidatura a sindaco vuole fare uscire allo scoperto i partiti del centrodestra. Quelli che da mesi dicono di appoggiarlo, ma che ancora non hanno ufficializzato la sua candidatura.  Le parole di Favilla, insomma, suonano un po' come un ultimatum. In risposta, del resto, ai tanti ultimatum e rinvii della coalizzione che tuttora sostiene la sua amministrazione. È una risposta al Pdl che promette di ufficializzare il proprio candidato solo in sede di congresso provinciale, slittato al 28 e 29 gennaio. E che non sembra capace di tenere a bada i berluscones insoddisfatti, già pronti a candidare a sindaco l'ex assessore Luca Leone, dimessosi ieri dalla vicepresidenza di Lucca holding, la spa che controlla le partecipazioni del Comune.  È anche una risposta all'Udc che ha dato tempo fino a metà mese al sindaco per dimostrare di essere a capo di una coalizione diversa da quella con la quale sta governando. Favilla è troppo esperto per non capire che l'Udc punta, nel nome della ricompattazione del Terzo Polo, a sganciarsi per presentarsi al voto con un candidato capace di attrarre tutto il voto centrista, compreso quello del centrosinistra insoddisfatto. Perciò, di fronte a un centrodestra frantumato, già diviso da tre candidati - Massimo Bulckaen per Fli e Api; Luca Leone per gli insoddisfatti del centrodestra; Antonio Trapani per la Lega - Favilla non ha intenzione di farsi mettere nel tritacarne. E, quindi, suona la sveglia ai suoi. «Ho dato la mia disponibilità a ricandidarmi - dice. ma non ho visto nei partiti l'entusiasmo di cui ho bisogno per andare avanti. Per questo sono perplesso e medito di ritirare la mia candidatura, malgrado la gente mi fermi per strada e mi spinga a ripresentarmi». A 78 anni compiuti proprio ieri, nel giorno dell'ultimatum - Favilla ricorda agli alleati di non aver nulla da dimostrare a nessuno, almeno in politica. Per questo non ha problemi a chiudere l'esperienza amministrativa in primavera. Del resto, già da qualche settimana agli amici più stretti confessa di voler annunciare il ritiro dalla scena politica. Se finora non l'ha fatto è proprio perché in molti gli consigliano di non mollare. E, semmai, di mettere in scacco i partiti del centrodestra presentandosi con una propria lista. Da solo, però, Favilla sa bene di non potercela fare. Ma non ha neppure più intenzione di subire il «mortorio», come definisce l'atteggiamento di freddezza dei partiti del centrodestra nei confronti della sua ricandidatura.  Tuttavia, la partita non è ancora chiusa. Chi lo conosce conferma che l'ultimatum di ieri è un messaggio per accelerare le scelte dei partiti del centrodestra. «Se la situazione cambiasse e vedessi entusiasmo per la mia candidatura - conclude il sindaco - allora mi rimetterei in gioco. Comunque vada, continuerò a lavorare fino a fine mandato come se dovessi essere riconfermato. Con un avvertimento: non ci sto a passare per quello scelto per mancanza di alternative».

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