Il Tirreno

Lucca

Stamani incontro a Palazzo Ducale con il commissario giudiziale nominato dal tribunale

Panem, si cerca una soluzione

A.B.
Uno striscione di protesta dei lavoratori della Panem
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Uno striscione di protesta dei lavoratori della Panem

Due le priorità: cassa integrazione e rilancio dello stabilimento

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 ALTOPASCIO. Questa mattina incontro chiave in Provincia sul caso Panem, l'azienda che ha chiuso improvvisamente mettendo nei guiai 60 dipendenti.  Al tvolo si ritroveranno il commissario giudiziale nominato dal tribunale di Monza, Rolando Brambilla, gli amministratori della Provincia, le rsu dell'azienda e la Flai-Cgil, con il segretario provinciale Lino Giovannelli.  Il tribunale di Monza ha accolto la richiesta di concordato e questo rappresenta un passo importante per i lavoratori rimasti senza un impiego dall'inizio di dicembre.  «La procedura assegna al commissario tutte le funzioni, dunque ora è lui il nostro interlocutore - spiega Livio Giovannelli -. Il primo passo è definire un accordo in grado di garantire un paracadute per i lavoratori, come la cassa integrazione straordinaria. Fatto questo, dobbiamo affrontare la questione principale, messa in evidenza anche nel concordato tra le varie condizioni: la chiusura della fabbrica di Altopascio. Il nostro obiettivo è rilanciare l'attività dello stabilimento, non quello di vederlo cessare l'attività in maniera definitiva».  E questo è un punto sul quale il sindacato è sempre stato molto chiaro, fin dai primi spiragli di crisi, alla fine di novembre.  Su una ripresa della produzione aveva dato segni di distensione anche il patron del Gruppo Novelli, Torquato Novelli, incontrato a Terni prima di Natale.  Da allora, però, nessun altro segnale.  «Chiederemo al commissario di vagliare tutte le possibilità, compreso l'arrivo di nuovi imprenditori, eventualmente interessati alla Panem di Altopascio. È chiaro che il Gruppo Novelli potrebbe anche decidere di essere parte attiva di questo progetto di ripresa».  L'importante, comunque, è arrivare quanto prima alla cassa integrazione.  Proprio Giovannelli alcuni giorni fa ha ricordato che serviranno comunque alcuni mesi per attivare le procedure.  Questo significa che i lavoratori rimarranno senza stipendio per un po', nonostante già siano stati messi a dura prova dalla perdita del lavoro.

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