Il Tirreno

Lucca

Niente digiuno, tante verdure e passeggiate

Gian Ugo Berti
Panettone, uno dei simboli culinari delle feste
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Panettone, uno dei simboli culinari delle feste

Ecco i consigli dell'esperto per menu "depurativi", dopo le abbuffate natalizie

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 LUCCA. Passeggiate sì, digiuni no. Dopo i giorni di abbuffate, sono questi alcuni suggerimenti utili per eliminare il senso fastidioso di "ripienezza" che fa girare dall'altra parte alla sola vista d'una tavola imbandita.  Qualcuno, scoprendo l'acqua calda, dirà soddisfatto: «Ora mi metto a digiuno. Vedrai che mi passerà». Lodevole iniziativa, certo, quella della contrapposizione. Sfugge un particolare. Il nostro organismo è come un motore, se non metti il carburante, non parte. I guai comincerebbero prima che non si dica. Dunque, per affrontare i giorni critici ecco alcune ipotesi di menù. Due opzioni a colazione, una salata e una invece dolce: un succo d'arancia con toast al prosciutto cotto. Latte scremato, caffè, miele (là dove non sussistano controindicazioni), che funge in particolare da antibiotico naturale e cinque biscotti secchi. A chi poi piacesse, a metà mattina, indicato è uno yogurt.  Pranzo: passato di verdure, legumi e patate, senza pasta o - in alternativa - passato di zucca (verdura facilmente reperibile in inverno) oppure 80 grammi di pasta o riso, condito con pomodoro crudo ed un cucchiaino di formaggio; per la sera: carne bianca alla griglia o bollita o pesce al forno o cotto al vapore, verdure di stagione, rape, rapini, bietole, condite con limone (digestivo per eccellenza). Infine bere solo acqua, no ad alcool e dolciumi.

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