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Lucca

Nei guai tecnico Asl che diffama i colleghi su un social network

L’ospedale Campo di Marte
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L’ospedale Campo di Marte

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 LUCCA. La diffamazione corre su Facebook e miete vittime illustri. Un tecnico di 49 anni che lavora nell'azienda sanitaria locale è finito nei guai per aver pubblicato frasi offensive sul social network nei confronti di due suoi colleghi avanzando dubbi sulla loro affidabilità, competenza e onestà. Valutazioni gravi e inaccettabili che hanno costretto persino la direzione dell'Asl a prendere provvedimenti e formulare - nei confronti dell'operatore sanitario - un richiamo formale.  Provvedimento che potrebbe anche inasprirsi a seconda della piega che prenderà il caso a livello giudiziario. Perchè se si dovesse arrivare a un processo pubblico o peggio ancora a una condanna per il tecnico Asl potrebbero scattare sanzioni ben più pesanti.  A indagare sull'operatore sanitario, che si sente un perseguitato, è stata la squadra Mobile diretta dal dottor Virgilio Russo.  Sulla base di precise segnalazioni gli agenti hanno condotto accertamenti telematici denunciando in stato di libertà il tecnico Asl soltanto dopo aver verificato l'account in modo da potergli attribuire la paternità delle frasi offensive della reputazione rivolte ai due colleghi.  La vicenda risale ad alcuni mesi fa e il tecnico - che già in passato aveva avuto diverbi con l'azienda sanitaria locale - ha commesso il grave errore di pubblicare frasi infamanti su due colleghi in un profilo aperto e accessibile a tutti gli utenti. Parole di fuoco, piene d'odio e rancore che - per la polizia - lasciano poco spazio a fraintendimenti di sorta.  Conoscenti dei due tecnici demonizzati su Facebook li hanno messi al corrente di quanto avveniva in rete alle loro spalle. Da lì la denuncia e le successive indagini della polizia. Uno scherzo che costerà al tecnico Asl, oltre che la denuncia per diffamazione, un possibile risarcimento del danno in sede civile.  Non è da escludere infatti che i due colleghi di lavoro del tecnico si rivolgano al giudice per chiedere un congruo risarcimento del danno visto che la rete è ormai un mezzo molto diffuso e di facile consultazione per chiunque.  Dopo gli accertamenti della polizia la denuncia è stata inviata alla procura della Repubblica per eventuali integrazioni oppure per la citazione diretta a giudizio, la fissazione dell'udienza o la più probabile richiesta di decreto penale di condanna.  La direzione dell'Asl è stata subito messa al corrente della vicenda e ha provveduto a richiamare l'autore della diffamazione.

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