Il Tirreno

Lucca

Assi, Firenze convochi il tavolo

Ilaria Bonuccelli
Camion in transito lungo viale Europa
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Camion in transito lungo viale Europa

Baccelli: «Scaduto il tempo di Anas per le verifiche sul tracciato»

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 LUCCA. La soluzione non sono le ordinanze di divieto. Per alleggerire il traffico della Piana - dice il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - l'unica soluzione sono gli assi da Ponte a Moriano al casello del Frizzone (nord-sud) e dal Frizzone al casello di San Donato (est-ovest). Per questo, a giorni la Provincia si aspetta una convocazione della Regione: sarebbe scaduto, infatti, il tempo che Anas si è presa per valutare le criticità del tracciato, prima di avviare la progettazione preliminare.  Baccelli non nasconde un certo scetticismo sulla possibilità che lo Stato trovi i 200 milioni per realizzare gli assi, tuttavia ribadisce la necessità di «farci trovare pronti» nel caso in cui il finanziamento arrivi. Nell'attesa, invita gli enti locali a concentrarsi sulla costruzione del nuovo ponte sul Serchio, per il quale la fondazione Crl ha già stanziato 7 milioni di euro.  Presidente Baccelli, quale ritiene sia la soluzione al problema della grande viabilità nella Piana? La Provincia dovrà tenerne conto anche nel Piano territoriale di coordinamento che definisce lo sviluppo del territorio.  «La vera soluzione sono i grandi assi viari. Il comitato istituzionale e il comitato tecnico, previsti dall'accordo di programma sottoscritto con il ministero delle Infrastrutture ad aprile 2011, si sono riuniti circa un mese fa. In quell'occasione, Anas si è presa un mese di tempo per valutare le criticità emerse dal confronto con gli enti locali: il tratto complanare all'autostrada Firenze-mare (asse est-ovest) per questioni di terza corsia e l'attraversamento dell'acquedotto del Nottolini, problema già emerso ai tempi della progettazione del lotto zero della defunta Lucca-Modena. C'è poi da valutare anche la criticità del collegamento dalla rotatoria di Antraccoli al casello del Frizzone. Oggi il mese dovrebbe essere scaduto e nei prossimi giorni ci attendiamo la convocazione dei comitati da parte della Regione per discutere delle valutazioni e delle proposte tecniche dell'Anas. Se l'incontro avrà esito positivo, almeno potrà partire la progettazione preliminare degli assi».  Il problema, però, è che fra progettazione, reperimento fondi e realizzazione dell'opera, prima di vedere gli assi finiti ci vorranno anni. Nel frattempo come sopravvive la Piana al traffico pesante?  «Non trovo che le ordinanze di divieti, come quella del viale Europa, siano la soluzione al problema. Oggi il traffico di attraversamento, dalla Mediavalle e Garfagnana all'autostrada interessa due sole arterie: viale Europa e il Brennero che significa, in ultima istanza, la circonvallazione di Lucca. Entrambe le arterie sono gravate da un traffico anche troppo intenso. Ma non si risolve nulla scaricando i camion da arteria all'altro. Anche perché se il Comune di Lucca decidesse di regolamentare diversamente la viabilità sulla circonvallazione (ad esempio vietando l'accesso) si metterebbero in ginocchio le nostre aziende». E allora che cosa c'è da fare?  «Intanto realizzare il nuovo ponte sul Serchio, opera utile anche per la difesa del suolo, perché rappresenta l'unica alternativa ai ponti di Monte San Quirico e Ponte San Pietro. Lo abbiamo previsto all'altezza della rotatoria sul Brennero, in corrispondenza della viabilità di accesso alla zona industriale di Lucca e quindi al nuovo ospedale di San Filippo, secondo quanto stabilito dal regolamento urbanistico. Certo a carico del Comune sarebbe la viabilità dal Brennero al Carrefour, mentre i soldi per il ponte in parte già ci sono: 7 milioni della Fondazione Crl (su circa 12-15 del costo dell'opera). Gli altri potrebbero essere trovati realizzando due centraline idroelettriche sfruttando due salti sul Serchio: producendo energia "verde" potremmo individuare le risorse che ci servono per pagare la quota del ponte nuovo a carico degli enti locali. Dobbiamo solo superare l'opposizione del professor Raffaello Nardi, segretario dell'Autorità di Bacino. Nardi è contrario ad autorizzare lo sfruttamento del salto all'altezza del ponte di Monte San Quirico perché qui c'è lo strumento per misurare il livello idrometrico storico del Serchio. Credo che una soluzione tecnica si possa trovare. E di sicuro l'Autorità di Bacino mi dovrà motivare diversamente un eventuale diniego alle centraline idroelettriche».  Basterebbe questo ponte, con la viabilità collegata, a fornire un'alternativa agli assi viari?  «No».  E che cosa succede se gli assi non venissero finanziati?  «Alternative non ce ne sono. Gli enti locali devono lavorare per essere pronti quando arriveranno i finanziamenti statali, finora solo promessi. Non ci dobbiamo far cogliere impreparati, per evitare di perdere l'occasione di risolvere il problema come abbiamo fatto agli inizi deli anni Novanta, quando sarabbe stata la Salt, all'epoca per due terzi partecipata dal pubblico, a finanziare e realizzare le infrastrutture viarie necessarie alla Piana. Ancora oggi paghiamo le conseguenze di quell'errore. Possiamo solo cercare di alleggerire la situazione, sfruttando al massimo lo scalo merci di Porcari-Capannori che, a pieno regime, potrà togliere migliaia di tir dalle strade. Sempre che il servizio cargo delle Ferrovie funzioni».

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