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L’ESPERIENZA

L'ex assessore Baronti: «Sono un residente in fuga che sa da solo quanto sia aumentato il traffico»

L'ex assessore Baronti: «Sono un residente in fuga che sa da solo quanto sia aumentato il traffico»

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  CAPANNORI. Un cittadino in fuga dal viale Europa, così si definisce Eugenio Baronti, ex assessore regionale ed ex assessore all'ambiente del Comune di Capannori. Per 50 anni Baronti ha vissuto sulla strada oggi fonte di tante polemiche, dopo l'ordinanza che impone il senso unico alternato per i camion firmata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro.  «Con rassegnazione e senso di impotenza ho assistito al progressivo degrado della qualità della vita di noi costretti a vivere sul fronte dell'asse viario a più alto volume di traffico della provincia. Ho anche assistito a trent'anni di completo immobilismo, nell'attesa dei nuovi assi viari mai finanziati in tempi nomali, figuriamoci adesso in tempo di crisi. Il sindaco Del Ghingaro ha lanciato una bella provocazione che può essere utile perché non è l'ennesimo appello, ma è un atto concreto che costringe tutti a ricercare soluzioni praticabili anche nel breve periodo, che ricorda che c'è il diritto a respirare, a vivere, a muoversi senza rischiare di essere spazzati via».  Baronti ribadisce di essersi trasferito «pur di uscire da una situazione divenuta insopportabile e ho riscoperto il gusto ed il piacere di tante piccole cose di cui per anni mi sono privato: uscire di casa a piedi, tenere le finestre aperte d'estate, poter parlare attorno ad un tavolo a cena senza essere costretti a urlare, non sentire di continuo il tintinnio dei piatti e bicchieri nella piattaia. Senza atti forti senza provocazioni culturali non si è mai cambiato e non cambierà mai nulla».  Come tutti i residenti di viale Europa - insiste Baronti - non «ho certo bisogno di studiosi esperti che mi dicano se dopo l'apertura del casello del Frizzone la percentuale di traffico è aumentata. I numeri e le percentuali sono incisi nella mia vita. Io ho scelto una via d'uscita individuale perché la politica - ammette l'ex assessore - non è stata capace di farmi intravedere una speranza realizzabile nell'arco di una vita. Io fui promotore, a suo tempo, dei referendum per chiudere al traffico le Mura e per trasformarle in un parco pubblico. Fui oggetto di attacchi feroci; si minacciarono licenziamenti e serrate. Ma iniziare a porre dei limiti - conclude Baronti - significa rimettere in discussione un vecchio modello di mobilità insostenibile».

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