Il Tirreno

Lucca

Manifattura, appaltato il restauro

Ilaria Bonuccelli
Manifattura, appaltato il restauro

Le opere saranno eseguite dall'impresa che ha ricostruito La Fenice di Venezia. Nel complesso saranno ricavate strutture per il contrasto al disagio, centri per lo sviluppo e l'alta formazione e per la arti e spettacolo

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Saranno un'impresa veneta e una aretina a riportare la ex Manifattuta Tabacchi all'antico splendore. È stato affidato all'associazione temporanea di impresa fra S.a.c.a.i.m. spa e M.B. F. edilizia spa di Marghera il restauro da 9 milioni dell'ex convento di San Domenico e di parte della ex Manifattura, inserito nel Piuss, il piano di riqualificazione urbana del centro storico co-finanziato dall'Unione Europea.

Con questo intervento, nei due complessi verranno realizzati un centro di attività di contrasto al disagio, un centro di competenza per lo sviluppo e l'insediamento di impresa ad alta innovazione tecnologica, strutture per l'alta formazione connesse al trasferimento tecnologico e un centro di competenza e tecnologie per arti e spettacolo. Non a caso, alla gara ha partecipato l'impresa Sacaim che si è occupata anche del restauro del teatro La Fenice di Venezia, tempio internazionale della lirica. Oggi la ditta, con la M. B. F. di Arezzo - che ha restaurato il protomonastero di Santa Chiara ad Assisi - dovrà trasformare l'ex Manifattura in un centro per le arti e in un incubatore di impresa.

Ma non si dovrà limitare a questo. Infatti, l'appalto comprende anche la progettazione esecutiva dell'intervento di recupero, sulla basi del progetto definitivo redatto per il Comune dal Provveditorato delle Opere pubbliche della Toscana. Inoltre, le ditte dovranno effetture i lavori di restauro entro la fine del 2014, pena la perdita dei contributi comunitari.
Per questa gara hanno presentato offerte 27 imprese; 2 sono state escluse, 25 sono state ammesse. Per valutare tutte le proposte, non solo da un punto di vista economico, ma anche tecnico, la commissione esaminatrice si è riunita 33 volte. Alla fine l'appalto da oltre 9 milioni è stato assegnato all'Ati fra la ditta veneta e quella toscana che ha presentato un ribasso del 31,12% sulla base d'asta e ha proposto il progetto considerato migliore.

L'aggiudicazione (al momento provvisoria) è stato effettuato sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa: è stato premiato, insomma, il progetto con il miglior rapporto fra qualità e prezzo della proposta avanzata.
Quello del recupero dell'ex Manifattura è il più importante fra i progetti del Piuss e non solo per importo. La spesa dell'intervento è di 9.115.513,33 euro oltre oneri. Di questi quasi 8 milioni (al netto del ribasso d'asta) sono per lavori. Gli altri sono per oneri della sicurezza, Iva e per la progettazione esecutiva che costerà poco meno di 83mila euro.
L'aggiudicazione diverrà effettiva - precisa il dirigente del settore edilizia, Mauro Di Bugno - dopo la verifica dei requisiti delle imprese. Un dettaglio, questo, da non sottovalutare, considerando che proprio per la mancata verifica dei requisiti, l'appalto per il restauro del teatro del Giglio è stato assegnato alla ditta seconda classificata.

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