Il dolore
IL CENTROSINISTRA E IL CANDIDATO
Tommaso Panigada (Sinistra Ecologia e Libertà)
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DIBATTITO NEL PD Pronti a raccogliere la sfida sui programmi Baccelli sprona il centrosinistra a fare meglio? Noi raccogliamo la sfida senza nasconderci dietro a un dito e senza arroccarci sulla difensiva, ritengo che le proposte programmatiche avanzate in questi giorni dal nostro presidente della Provincia altro non possono essere che da stimolo positivo al nostro candidato a sindaco Alessandro Tambellini, al Pd e a tutta la coalizione, costituendo un riferimento importante per il percorso sul programma che il centrosinistra ha già iniziato da tempo. Le sue proposte sono preziose e su di esse è giusto che ci sia un confronto aperto, vero, profondo, nell'interesse esclusivo del futuro della città. Lo stesso vale per il dialogo con i movimenti della società civile: il Pd e tutti i partiti della coalizione sono il fulcro per il progetto delle Amministrative, ma può essere giusto e proficuo allargare il dialogo a tutti coloro che possono dare un contributo ideale, programmatico e di sostanza per migliorare Lucca. È soltanto attraverso l'unità e tramite un percorso condiviso e coraggioso che possiamo vincere le elezioni. Patrizio Andreuccetti (segretaio Pd) UNA NUOVA POLITICA Da battere questo tentativo di destabilizzazione La destabilizzazione è arte sottile e carica di astuzie, lasciando imperscrutabili i suoi ideatori e spingendo a dibattere ed accanirsi su temi e questioni che nessuno capisce da dove nascano e da chi siano suggeriti. Tale è la vicenda che si è accesa con una presunta candidatura a sindaco del presidente della Provincia Baccelli, che quest'ultimo ha peraltro prontamente smentito, e con l'immediato accendersi di un dibattito apparentemente senza motivo ma che nasconde l'ansia di certi ambienti e certi personaggi di scombinare un progetto partito con precise aspirazioni di coinvolgere direttamente i cittadini in un progetto politico per la città che sia e rimanga estraneo alle beghe di partito e di schieramenti, di promesse elettorali e cambiali in scadenza. Bene ha fatto Tambellini a chiedere - a muso duro, con ben meritava una entrata a gamba tesa - che gli individui davvero interessati a rompere gli equilibri e le prospettive di un processo politico espongano direttamente le proprie facce e rischino i propri progetti politici alla luce del sole. Qualcuno pensa che Alessandro sia stato troppo duro, per le forze reali di cui si ritiene egli possa disporre. Ma al di là del carattere battagliero che gli viene da una origine genuinamente contadina e non di palazzo, non bisogna dimenticare lo stile e la signorilità con cui si diede disponibile fin da subito ad un confronto con primarie libere ed aperte quando si profilò la candidatura del Sereni, e che lancia oggi agli eventuali competitori occulti. Le parole di Alessandro non sono certo quelle riservate ed ovattate cui ci ha abituato una politica di segreterie e sagrestie dove poche persone decidono fuori e indipendentemente dai consigli delle varie amministrazioni, in una politica di vassallaggio a poteri forti e dissimulati che vorrebbero fare delle istituzioni uno zerbino. Ma con lui si può tornare a dire e mostrare alla gente che è possibile liberare la politica dall'ossequio a tali poteri forti siano essi economico-imprenditoriali che finanziari o anche solo culturali. Mario Ciancarella LE ALLEANZE Il richiamo al governo Monti disconosce la maggioranza Baccelli: «Non mi candido ma il centro sinistra deve capire che con il governo monti il quadro politico è cambiato». Caro Stefano cerca di essere più chiaro, oltre a confermare il senso di responsabilità e la cura dell'amministrazione provinciale che ti contraddistinguono, stai pensando di cambiare la maggioranza ed il programma politico della tua amministrazione? Il richiamo al governo Monti per entrare nel dibattito sul dopo Favilla a Lucca se da un lato toglie dal campo argomenti strumentali mossi ad arte dalla destra e da chi ha paura del vento nuovo che soffia da quando a Cagliari, Milano e Napoli il "popolo elettore" ha deciso di cambiar musica; dall'altro rappresenta una sorta di disconoscimento della tua maggioranza che è, lo voglio far notare senza arroganza ma con orgoglio, espressione di continuità amministrativa ma anche del nuovo che il consiglio provinciale ha espresso grazie al voto popolare. Sono certo che non ti sfuggirà come sia una strada molto sdrucciolosa quella che proponi. Pensi forse ad un rimpasto in giunta fatto di tecnici ed hai deciso di tenere un profilo come quello del presidente della Repubblica? Mi permetto di suggerirti una svolta amministrativa che sappia declinare le questioni sul tappeto di governo del territorio delineando una reale attività di coordinamento: lavoro, rifiuti, mobilità, acqua, formazione, sociale, pari opportunità e tanto altro ancora sono il terreno su cui riqualificare il lavoro della Provincia e contrastare il processo di delegittimazione della politica. La conclusione della vicenda compostaggio nella piana di Lucca a chi ti scrive non è piaciuta per niente ed è su questo terreno che siamo chiamati alla prova del governo e della buona politica.
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