Proteste
Azienda a fuoco per i botti
◗
Lazienda andata a fuoco Questo il sospetto del titolare per il rogo di San Silvestro
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un petardo finito per errore all'interno del magazzino di vecchi mobili e lampadari della fine del Novecento in via Nazionale a Ponte a Moriano potrebbe aver provocato il violento incendio che ha devastato il fabbricato distruggendo il materiale e causando danni per centinaia di migliaia di euro. Un inizio anno amaro per Mauro Quilici, 64 anni, residente in via S. Donnino a Marlia che da 5 anni gestisce l'attività in conto vendita di mobili, lampadari ed elettrodomestici usati. Era a casa a festeggiare con la moglie l'arrivo del 2012 quando riceve una telefonata dei carabinieri: «Corri, il negozio va a fuoco». È mezzanotte e un quarto. Un colpo al cuore per il commerciante. «Pochi minuti prima ero sul terrazzo e sentivo i botti in lontananza. Pensavo che con la crisi economica il fenomeno si riducesse ai minimi termini. E invece ho notato decine e decine di esplosioni di mortaretti, razzi e raudi. Migliaia di euro in fumo. Proprio allora ho ricevuto la telefonata. All'inizio pensavo che a fuoco fosse andato il negozio. Avevo lasciato accesa l'insegna luminosa che si riflette sul cartello che indica sconti del 50% sulla merce esposta. Invece quando sono arrivato sul posto ho visto che il fuoco aveva avvolto il magazzino sul retro. Quando i pompieri mi hanno detto che il rogo poteva essere stato provocato da uno di quegli ordigni sono rimasto di sale. Ma è un'ipotesi plausibile. Perchè la tettoia del magazzino ha un'apertura di un metro e mezzo e un botto sparato da una certa distanza può entrare facilmente da quel pertugio. Mi creda, non ho dormito tutta la notte. Pensavo di tirar avanti l'attività per altri 3-4 anni anche se stavo per cambiare sede per risparmiare sull'affitto. Adesso non sarà facile proseguire. Dovrò parlarne con il proprietario del magazzino, Franco Butori, e insieme prenderemo una decisione». L'ALLARME Sono trascorsi pochi minuti dalla mezzanotte quando arriva una telefonata al comando dei pompieri di via Barbantini. Un rimessaggio di vecchi mobili sta andando a fuoco. Sul posto si precipitano due squadre con altrettante autopompe. Che lavorano ininterrottamente sino alle 9 del mattino. Per evitare che le fiamme si propaghino alle abitazioni vicine. C'è il rischio di evacuazione per il fumo acre sprigionato dall'interno del fabbricato dove bruciano legno, alluminio e vetro. Ma il tempestivo intervento dei vigili del fuoco impedisce che il rogo si espanda. Per gli abitanti tanta paura, ma alla fine l'allarme rientra e possono dormire tranquillamente nelle loro case. IL DANNO Difficile fare una stima dei danni. Almeno per ora. Stando a Mauro Quilici sono andati distrutti tavoli, cassettoni, letti, armadi, cucine componibili risalenti agli anni Ottanta e Novanta e lampadari di varie forme ed epoche. Centinaia di pezzi anche se si tratta di materiale usato. Quilici esclude categoricamente l'ipotesi dolosa: «Non ho nemici: in cinque anni non ho mai ricevuto minacce». L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
