Sicurezza
Udc impone a Favilla nuovi alleati
Ilaria Bonuccelli
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Poli (a destra) con Alberigi durante le provinciali «O propone una coalizione diversa dall'attuale o noi andiamo soli»
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LUCCA. Ultimatum dell'Udc a Favilla: o in 15 giorni il sindaco dimostra di avere con sé liste e candidati diversi dalla precedente alleanza di centrodestra, o i centristi andranno da soli. In realtà, le manovre in questa direzione sono già iniziate. L'Udc vorrebbe provare a creare un grande centro, recuperando Api e Fli (il Terzo Polo), le liste degli scontenti dell'amministrazione Favilla - Governare Lucca, Per Lucca e il movimento di Luca Leone - aggregando anche parte del centrosinistra di matrice cattolica. Con questa operazione, l'Udc vorrebbe mettersi al centro di una coalizione che aspira a diventare l'ago della bilancia in caso di un ballottaggio tradizionale fra centrodestra e centrosinistra. Se questa è la prospettiva, l'obiettivo immediato è stanare Favilla al quale l'Udc promette fedeltà elettorale solo a condizione che si ponga come un candidato smarcato dal Pdl, a capo di una coalizione molto più ampia di quella che governa - o meglio non governa, accusa il partito - la città. Per svelare le carte, l'Udc dà a Favilla un paio di settimane (e forse anche venti giorni). Il tempo, insomma, che anche a livello nazionale sembra essere necessario a Pier Ferdinando Casini per capire che cosa accadrà con il governo Monti, le manovre e le alleanze trasversali. Sembra, però, che l'Udc non voglia aspettare il congresso provinciale del Pdl - previsto a fine gennaio - per sciogliere i nodi. Anche perché fra ex assessori (come Donatella Buonriposi), ex dirigenti (o quasi, come Vincenzo Placido) e manager di aziende partecipate sembra crescere l'opposizione a Favilla anche fra i "berluscones". Alla luce di questo quadro, accelerato dalla maggioranza istituzionale che sostiene il governo Monti, la direzione comunale e provinciale dell'Udc inviano l'ultimatum a Favilla. «Da parte nostra - si legge in una nota del partito- non esiste alcuna pregiudiziale nei confronti delle candidature emerse fino ad oggi e tanto meno nei confronti di quella di Favilla. Tuttavia, ribadiamo la contrarietà a far parte di una coalizione fotocopia della precedente che, particolarmente nell'ultimo anno e mezzo, per le sue divisioni, ha creato non pochi problemi all'attività amministrativa». Da qui la richiesta a Favilla di una «chiara discontinuità e di un nuovo quadro politico che vada oltre i partiti e le formazioni civiche che da questi sono scaturite anche di recente, per allargarlo alla partecipazione di energie nuove provenienti dalle varie realtà culturali, economiche e sociali della città come garanzia di rinnovamento e sensibilità nella gestione della cosa pubblica. Occorre prendere atto che, con la nascita del Governo Monti, la politica nazionale è cambiata e che tutto ciò non può restare un fatto isolato, ma deve avere effetti positivi anche a livello periferico, essendo venuto meno quel bipolarismo muscolare e populista, strumentale solo agli scontri ideologici e non alla governabilità». Favilla resta sorpreso da questa posizione assunta dall'Udc, all'indomani di un confronto che gli pareva aver letto come un appoggio chiaro alla propria candidatura. Il sindaco, comunque, replica di «avere diverse persone nuove, di spessore, disposte a candidarsi, ma devono aggregarsi e organizzarsi da sole. Non credo di dover essere io a organizzarle». Sulla logistica, l'Udc non entra nel merito. Ma ribadisce a Favilla che reclama un progetto politico «nuovo di cui il candidato a sindaco deve essere il promotore principale super-partes, senza condizionamenti di appartenenza politica e con l'indicazione di un programma aperto e partecipato che dia priorità alla ripresa economica, al lavoro, alle infrastrutture e al riconoscimento della famiglia come presidio sociale fondamentale». Ma per portare in fondo un simile progetto - sottolinea l'Udc - c'è bisogno di una coalizione «più determinata e pronta nell'assumere decisioni». Di sicuro più decisa dell'attuale. Tuttavia - conclude l'Udc - solo se emergeranno con chiarezza «entro i prossimi quindici giorni pronunciamenti certi di impegno e di unità, l'Udc, dopo aver verificato le intese con le altre componenti politiche del Terzo Polo e liste civiche con le quali abbiamo già un dialogo aperto di collaborazione e confronto reciproco, potrà essere disponibile a dare la propria collaborazione».
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