Il Tirreno

Lucca

Tutti per mano a salutare Maria Eletta

Paola Taddeucci
La chiesa di San Marco stracolma di persone accorse per dare per l’ultimo saluto a Maria Eletta; al centro la benedizione della bara e a destra alcuni dei gonfaloni delle associazioni di volontariato di tutta Italia presenti alle esequie (Vip)
◗
La chiesa di San Marco stracolma di persone accorse per dare per l’ultimo saluto a Maria Eletta; al centro la benedizione della bara e a destra alcuni dei gonfaloni delle associazioni di volontariato di tutta Italia presenti alle esequie (Vip)

Un lungo caloroso applauso rende omaggio a una protagonista della storia d'Italia

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Tutti per mano. In cerchio intorno alla bara coperta di fiori bianchi, gli unici in tutta la chiesa perché al posto di gigli e fresie - come è stato scritto sul necrologio - ci devono essere opere di umana solidarietà. Così i familiari di Maria Eletta Martini hanno voluto cantare l'ultimo Padre Nostro con lei, nel giorno dell'estremo saluto.

Un abbraccio collettivo, come lei ha fatto per tutta la vita. È uno dei tanti momenti di intensità che hanno scandito i funerali dell'ex vicepresidente della Camera, staffetta partigiana e madre del volontariato moderno, scomparsa giovedì a 89 anni nella sua casa a San Marco.  E nella chiesa del suo quartiere sono accorsi in oltre 500 per salutarla per l'ultima volta: i numerosi familiari, persone comuni, i suoi volontari con le loro divise e i gonfaloni, autorità civili e militari, personaggi di spicco della politica di ieri e di oggi. 

Tra questi ultimi la vicepresidente della Camera Rosy Bindi che al termine della cerimonia funebre, pur visibilmente commossa, non si è sottratta alle domande dei cronisti. «Io erede di Maria Eletta? - ha risposto -. No, non è possibile. Donne come lei non hanno eredi, come tutti i padri e le madri della Repubblica». 

A testimonianza del "volare alto" di Maria Eletta - così era chiamata, per nome, come succede per tutti i grandi - una cerimonia quasi da funerale di Stato, senza, tuttavia, rigidità o ingessature tipiche di appuntamenti del genere, ma con tanti momenti forti, in linea con l'intensità della sua vita.  L'arcivescovo monsignor Italo Castellani ha voluto accanto a sé, per la concelebrazione, 16 sacerdoti - tra cui l'ex parroco di San Marco, monsignor Antonio Tigli - e tre vescovi: il suo predecessore monsignor Bruno Tommasi, monsignor Fausto Tardelli, vescovo di San Miniato e monsignor Mansueto Bianchi, a capo della diocesi di Pistoia.

Alle letture si sono succeduti una parrocchiana e due nipoti della deputata, mentre dopo l'omelia di monsignor Castellani (di cui riportiamo alcuni brani in questa stessa pagina) è stato don Pietro Gianneschi a commemorarla. «Nel vuoto dei valori di oggi - ha detto tra l'altro il sacerdote - è stata un chicco di grano caduto sulla terra perché la speranza fiorisca di nuovo in mezzo a noi».  E l'applauso, spesso così fuori luogo ai funerali, questa volta è stato chiamato dagli stessi familiari di Maria Eletta Martini.

Dopo la commemorazione e poco prima della benedizione un suo nipote, infatti, definendosi il più "vecchio" e quindi portavoce, si è avvicinato al microfono e ha invitato a fare un applauso all'amata zia. La chiesa si è sciolta in un battimano calorosissimo, al quale è seguita una standing ovation. E a salutare la bara verso l'uscita della chiesa le campane hanno suonato a festa, prima dell'ultimo viaggio di Maria Eletta verso il cimitero di S. Anna, dove è stata tumulata accanto al padre Ferdinando, primo sindaco di Lucca e senatore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa