La manifestazione
Una compagna di lotta, vicina ai partigiani
Barbara Antoni
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Con Baccelli per gli 80 anni Parlano Didala Ghilarducci e Nara Marchetti, donne della Resistenza
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LUCCA. «Una compagna di lotta, con idee diverse dalle mie, ma con cui sono sempre andata d'accordo. Alla fine volevamo le stesse cose». Didala Ghilarducci, presidente provinciale dell'Anpi, ha la voce rotta dal pianto. Un duro colpo, per i suoi 91 anni, sopportare la scomparsa di due "compagni" in così pochi giorni. Prima «Giorgio Bocca, scomparso il giorno di Natale, e poi Maria Eletta, che conoscevo benissimo - racconta Didala -. Siamo state insieme a molte riunioni e manifestazioni. Eravamo in sintonia seppure le mie idee fossero molto più a sinistra e lei più vicina alla Dc. Nella Resistenza non eravamo insieme. Nel '43, io ero già sulle Apuane: i fascisti cercavano mio marito, che era un comandante partigiano. Non trovavano lui e allora davano la caccia a me. Ma Maria Eletta diede sostegno e aiuto ai partigiani, ai perseguitati, e alla popolazione rappresentò un momento importante della sua formazione civile e politica a cui fu sempre fedele». Nara Marchetti, lucchese, è un'altra donna della Resistenza. Oggi ha 87 anni. Anche lei ha un ricordo vivo di Maria Eletta Martini. «Una donna bravissima - è l'immagine che ne conserva -, è stata vicepresidente alla Camera. Una volta si ruppe un braccio; mentre era in convalescenza, venne a trovarla a Lucca Nilde Iotti». Con Maria Eletta Martini, continua Mara, «abbiamo portato avanti iniziative in difesa delle donne, anche se lei stava prevalentemente a Roma mentre io facevo politica attiva a Lucca. Di persona - continua Nara - la conobbi durante un convegno sulle donne e la Resistenza che si svolse al Giglio. Apprezzai molto la sua relazione». Cordoglio per la scomparsa della Martini arriva anche dall'Istituto storico della Resistenza, di cui era socia e a cui dava «un sostegno vigile e critico fin dalla sua costituzione. Maria Eletta - continua l'istituto - è stata una donna della Resistenza, di una Resistenza civile e senz'armi, vissuta come scelta etica e fedeltà ai valori di un cristianesimo profondo e intimamente vissuto».
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