Il Tirreno

Lucca

IL CORDOGLIO DELLE ISTITUZIONI

Napolitano: un esempio di rigore

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. «Ho conosciuto personalmente Maria Eletta Martini, con cui ho condiviso una lunga e intensa stagione parlamentare, in anni che furono determinanti per consolidare la vita democratica del paese». Comincia così il messaggio che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alla famiglia Martini appena appresa la scomparsa di Maria Eletta. Di lei, Napolitano ricorda «l'indomita passione civile e politica che, sin dalla giovinezza, nel solco dei grandi valori del cattolicesimo democratico, ha ispirato il suo impegno, prima nelle file della Resistenza antifascista e poi nelle aule parlamenmtari. Sempre tenacemente schierata in difesa della libertà e dei diritti umani e civili, è stata convinta assertrice del dovere irrinunciabile, per le istituzioni tutte, di perseguire il bene comune e assicurare una piena ed efficace tutela alle fasce più deboli. Con Maria Eletta Martini la politica e il volontaria perdono una figura esemplare per il rigore, l'intransigenza e la forte sensibilità che sempre ne hanno guidato l'impegno sociale e parlamentare».  La notizia ha fatto il giro di Montecitorio, di Palazzo Madama e dei ministeri, suscitando emozione e ricordi. La parlamentare Livia Turco la ricorda come «una donna del dialogo. Avevamo storie e culture diverse, ma è stato naturale incontrarsi». Un'altra donna della politica, Rosa Russo Iervolino (ex sindaco di Napoli, esponente Dc, Partito Popolare e Pd) conserva di Maria Eletta Martini l'immagine di una «figura luminosa che per tutta la vita ha nobilitato la politica dedicando il suo impegno alla solidarietà e alla tutela dei più deboli». La ricorda con «enorme affetto» il deputato Enzo Carra (Udc), mentre il leader Udc Pier Ferdinando Casini non nasconde emozione nel ricordare «Maria Eletta Martini, espressione e nobile del cattolicesimo democratico italiano, donna di profondi sentimenti e collega umanissima e sincera». Il deputato Pd Pierluigi Castagnetti ne sottolinea «la copiosa legislazione che l'ha vista promotrice, protagonista sulla condizione della donna e del nuovo diritto di famiglia». Cordoglio dal presidente dell'Udc Rocco Buttiglione per una «donna capace di conciliare l'impegno sociale e politico».  Mentre Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, afferma che «il Partito democratico saluta con riconoscenza Maria Eletta Martini, staffetta partigiana, una madre della nostra Repubblica». «La politica italiana è a lutto - afferma il governatore della Toscana Enrico Rossi - perché con Maria Eletta Martini se ne va una fra le migliori protagoniste della politica, che va recuperata nel suo stile e coraggio». Vannino Chiti, vicepresidente del Senato: «La sua figura di riferimento ci mancherà». Il presidente dei deputati Pd Dario Franceschini: «Maria Eletta Martini ha fatto dell'impegno civile la cifra della sua vita).  Altri ricordi dal vicepresidente della Camera Rosy Bini («ci lascia una grande donna a cui noi democratiche dobbiamo molto»), dal ministro Andrea Riccardi, dal presidente della Camera Gianfranco Fini («ha saputo interpretare i valori del cattolicesimo democratico con un'intensa attività di promozione dei diritti umani»), da Walter Veltroni («ci sono figure, come Maria Eletta, che lasciano molto quando se ne vanno»), dal ministro Renato Balduzzi, dai senatori Pd Stefano Ceccanti e Giorgio Tonini, dal presidente del senato Renato Schifani.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze