Il Tirreno

Lucca

La donna che teneva testa alla Dc

Ilaria Bonuccelli
Maria Eletta negli ultimi tempi
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Maria Eletta negli ultimi tempi

Maria Eletta e la politica: storia di un percorso rivolto verso sinistra

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 LUCCA. Di sinistra, ma moderata. Vicina ma non della stessa corrente democristiana di matrice sindacale del senatore Arturo Pacini, di Piero Angelini o dell'attuale sindaco Mauro Favilla. Eppure, quando la "morotea" Maria Eletta Martini, la "pasionaria bianca", parla al comitato provinciale della Dc non vola una mosca, anche se non è proprio nella maggioranza ufficiale del partito. Ma ha carisma.  È donna di contenuti, di visione politica, tanto che si racconta che da ragazza avesse scritto i più bei discorsi letti dal padre senatore, in Parlamento. Una storia di città, che nessuno si è mai preoccupato di appurare, ma nella quale tutti credono. Non è neppure così difficile credere a questa storia. Non per un personaggio che è stato il punto di riferimento, in Lucchesia, delle donne in una Democrazia cristiana dove l'impegno femmile era più spiccato nel sindacato che in politica. Questa vicinanza alle donne non l'ha distolta dall'attenzione ai valori cristiani, alla base della sua cultura: ecco, quindi, che Maria Eletta Martini si impegna contro la legge sul divorzio e contro quella sull'aborto. Però, con la stessa forza si impegna, a fianco di Tina Anselmi nella battaglia contro la P2.  Le logge segrete, i poteri forti, i legami con la destra non appartengono al dna di questa lucchese partita alla conquista di Roma, assai prima che ci fosse la costituente o il parlamento. L'avventura di Maria Eletta inizia da staffetta partigiana e questo suo senso della patria, dello Stato l'accompagnano in tutta la carriera politica: venti anni da parlamentare, compresa una parentesi da vice presidente della Camera. Ruoli ricoperti nella Dc, nel Ppi, nella Margherita con il valore della Resistenza sempre bene in mente che la portano alla rottura con Rocco Buttiglione quando l'ex ministro decide di andare verso destra. Da allora è sempre stata per le alleanze a sinistra, per la creazione di quel centrosinistra nel quale aveva creduto il suo politico di riferimento, Aldo Moro. Anche a livello locale nelle ultime amministrative, Maria Eletta Martini si era schierata apertamente con il candidato del centrosinistra, Andrea Tagliasacchi, distaccandosi dagli amici storici, come Angelini e Favilla. Eppure proprio il sindaco ammette che «con lei Lucca perde una donna capace e dinamica, uno dei personaggi politici che ha segnato un'epoca. Io me la ricordo sempre parlamentare, con una capacità politica superiore alla mia che mi sono sempre occupato principalmente di amministrazione. E la ricordo soprattutto insieme ad Arturo Pacini con il quale ha avuto il grande merito di introdurre alla politica tanti giovani appassionati, fra i quali c'ero anch'io». E più tardi Nicola Pardini e tanti altri che si riconoscono nella definizione data da Rosa Russo Iervolino a un congresso della Margherita: «I ragazzi della Martini. Io - scrive Pardini - ho fatto parte di questi ragazzi che dal 1998 insieme a Maria Eletta hanno fatto un cammino di formazione politica, professionale, umana. Lei teneva molto alla costruzione di una nuova classe dirigente per il futuro della politica per il nostro territorio e per il paese e si mise a disposizione». A disposizione della Patria, come dice Arturo Paoli. Una patria oggi un po' più orfana.

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