Il Tirreno

Lucca

Degrado all'ex cartiera "alla Pesa"

Arianna Bottari
Rifiuti e masserizie ammassate nell’area dell’ex cartiera
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Rifiuti e masserizie ammassate nell’area dell’ex cartiera

La ciminiera pende sempre di più, il tetto di eternit perde i pezzi

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 MARLIA. Degrado e una ciminiera che fa paura. Accade alla cartiera in località "alla Pesa", un enorme complesso industriale abbandonato da anni dopo la chiusura dell'azienda. Ora le famiglie che abitano in zona, minacciate da una ciminiera in mattoni che sembra pendere sempre di più vrso i tetti vicini, tornano all'attacco.  «Non solo c'è la minaccia costante di quel camino altissimo che rischia di caderci addosso, ma il degrado e i furti qui attorno non fanno che aumentare». Spariti dai capannoni rame, cavi, computer. La cartiera ha interrotto l'attività alcuni anni fa. Da allora nessuno sa più che cosa ne sarà di quel grande complesso, diviso in due blocchi, a sud e a nord di via S. Martino, a Marlia.  Un fatto, tuttavia, è certo: la situazione di degrado che si è sviluppata attorno al sito industriale.  Il problema numero uno, per le abitazioni che confinano con il lotto a nord, è sempre lo stesso: la ciminiera in mattoni che, a ogni soffio di vento sembra pendere sempre di più verso le case.  «Il perito, venuto una ventina di giorni fa, ha detto che non cadrà, ma come facciamo a darlo per certo?», dice la signora Sonia Madrigali, che la ciminiera ce l'ha proprio sopra la testa.  Aveva chiesto di fare qualcosa anni fa, ma ancora non si è mosso niente.  «Certo, per ora non è successo nulla, ma non possiamo andare avanti sperando che non cada. È tutto abbandonato, prima o poi qualcosa potrebbe accadere» insiste, insieme con una vicina, la signora Eleonora Simonetti.  E poi c'è quel tetto di eternit che perde i pezzi e che preoccupa non meno. La copertura, infatti, sempre nel sito a nord di via S. Martino, ha ceduto in più parti e i residenti della zona temono che le pagliuzze di eternit si diffondano con il vento.  «Per non parlare del degrado in generale - prosegue Madrigali -. La mia famiglia e io abbiamo visto portar via rame, cavi e non so quanta altra roba dai capannoni. I portoni sono aperti, entrare e uscire è facilissimo. Un paio di volte siamo intervenuti, abbiamo chiamato i carabinieri, ma cos'altro possiamo fare? Hanno persino usato una scala trovata nella cartiera per entrare in casa nostra».  La situazione non è migliore nei capannoni a sud di via S. Martino.  Fuori dal muro di recinzione, rifiuti di ogni genere, compresa una poltrona. Dentro, va pure peggio. Da uno degli edifici in muratura, che probabilmente ospitava gli uffici, sono state portate via persino le tegole del tetto.  Per non parlare delle canale in rame. Qualcuno ha sfondato le finestre e un vicino della cartiera sostiene che abbiano rubato computer e altro materiale per l'amministrazione.

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