Italia
Il costo del ricorso sarà di ventimila euro. Si apre la raccolta fra i cittadini
Biomasse, è ancora guerra
Luca Meconi
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Un momento delle proteste contro limpianto a biomasse I comitati si rivolgono ora al Consiglio di Stato
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BORGO A MOZZANO. La valutazione di impatto ambientale, la coerenza di questo progetto con il piano energetico regionale e con la situazione territoriale e gli strumenti di pianificazione territoriale. Sono principalmente questi i grandi temi su cui si basa il ricorso presentato da Legambiente Onlus e dal Comitato ambiente e salute di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar per la vicenda della centrale a biomasse che l'azienda Alce vorrebbe realizzare nel suo stabilimento di Fornoli. Lo ha spiegato l'avvocato Nicola Marcuccetti nel corso dell'incontro che si è tenuto mercoledì sera nella Sala delle Feste di Borgo a Mozzano alla presenza di un numeroso gruppo di cittadini. Scarsa, invece, la presenza dei rappresentanti dei Comuni di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca e della Provincia. L'avvocato Marcuccetti ha analizzato punto per punto la sentenza del Tar del novembre scorso che di fatto ha dato il via libera alla realizzazione della centrale fornendo una esauriente spiegazione delle motivazioni che hanno portato a presentare ricorso. Soprattutto, non è stato accettato dai Comitati che «il ricorso dei cittadini sia stato giudicato inammissibile dal Tar» che ha così analizzato solo il quello presentato da Legambiente. Il progetto di impianto a biomasse presentata da Alce prevede l'impiego di 150mila tonnellate all'anno di legname, giudicata dai Comitati eccessiva. «Credo che sia legittimo per i cittadini - ha affermato l'avvocato Marcuccetti - porsi il problema di cosa brucerà questa centrale se tra 4 o 5 anni ci si dovesse accorgere che 150mila tonnellate di legname annue sono troppe. Credo che il sospetto che ci sia il retropensiero tra qualche anno di convertire questa centrale in un inceneritore tradizionale di rifiuti per le cartiere, sia un sospetto più che legittimo. Motivo in più per spendere ogni energia possibile per contrastare questo progetto. Anche se questo - ha precisato - non posso dirlo come avvocato perché formalmente l'autorizzazione riguarda una centrale a biomasse. Altri casi simili anche in Toscana suggeriscono che, quando viene realizzata una centrale, una successiva modifica è molto più facile rispetto alla autorizzazione immediata di un inceneritore». La serata è servita anche per sensibilizzare la popolazione a contribuire da un punto di vista economico alle spese del ricorso. «Presentare il ricorso al Consiglio di Stato - hanno affermato i membri del Comitato - costa 20mila euro e per questo è necessario l'aiuto di tutti». Chi vuole può versare il proprio contributo alla sezione di Lucca di Legambiente che, essendo una Onlus, potrà anche essere detratto dalle tasse.
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