Il Tirreno

Lucca

Intanto è stato prolungato il divieto
di accendere fuochi all’aperto

Polveri fini il Comune dichiara guerra

Una centralina dell’Arpat
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Una centralina dell’Arpat

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 LUCCA. Appuntamento a Palazzo Ducale i primi di gennaio per fare il punto sulle iniziative "strutturali" per prevenire e combattere le impennate di polveri fini.  A questo è giunto il coordinamento composto dalla Provincia, dai Comuni di Lucca, Capannori e Porcari, con quelli di Montecarlo e Altopascio in appoggio, che si è riunito ieri mattina per parlare del problema del particolato, i cui valori hanno sforato oltre cinquanta volte, nell'area di Lucca e della Piana, le soglie massime consentite di 50 microgrammi per metro cubo.  L'assessore all'ambiente di Lucca Maurizio Dinelli dichiara che «la nostra volontà è di agire su aspetti strutturali, come l'incentivazione dei mezzi elettrici, lo stop ai fuochi all'aperto, per impedire le impennate di Pm10. Avevamo chiesto alla Società Autostrade di ridurre il limite di velocità, ma ha risposto di no, perché non farebbe spostare i valori delle polveri fini». Intanto ieri il Comune ha prolungato il divieto di accendere fuochi all'aperto per bruciare sterpaglie, sfalci di potature e altro materiale verde: il primo provvedimento per prevenire gli sforamenti dei livelli di polveri fini nell'aria. (b.a.)

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