Il Tirreno

Lucca

TORNA LA POLEMICA

Nuova sponsorizzazione senza un bando pubblico

Nuova sponsorizzazione senza un bando pubblico

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 LUCCA. Torna la festa in piazza, e tornano le polemiche su una manifestazione che il Comune, oltre a patrocinare, sostiene con proprie risorse e concendendo l'area senza indire un bando per verificare altre proposte, magari migliori per contenuti o più convenienti, come si sceglie di fare in altre città.  La festa, da quattordici anni a questa parte, è quella dell'associazione Don Baroni, anzi «organizzata dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'associazione Don Baroni onlus», come riporta il comunicato sul sito del Comune, anche se da Palazzo Santini l'ufficio stampa giustifica che la formula riportata sul sito è errata, che verrà corretta e che la festa è organizzata dall'associazione, con il contributo del Comune e di altri sponsor.  Una macchina che lo scorso anno aveva, nelle previsioni, un costo presunto di venticinquemila euro. E che era stata messa in discussione dalla presenza di una seconda proposta, da parte di altri soggetti, per realizzare la festa di fine anno, che fu però scartata. Quest'anno, di proposte alternative non ce ne sono state. E per la festa in piazza, spiegano sempre da Palazzo Orsetti, il Comune ha previsto un contributo di cinquemila euro.  Cinquemila sui cinquantamila che rappresentano invece la previsione per la spesa complessiva per le iniziative di Natale 2011 messe in atto dal Comune in prima persona oppure alle quali il Comune ha partecipato: nella cifra rientrano, ad esempio, il contributo per i consumi di energia elettrica delle luminarie natalizie che abbelliscono le strade, il costo degli allacci per l'energia elettrica, la spesa per la pista di pattinaggio sul ghiaccio montata in piazza Napoleone, le proiezioni suggestive sulle facciate dei monumenti storici.  I 50mila euro non sono comunque tutti a carico del Comune, viene ulteriormente spiegato: la cifra uscita dalle casse comunali è in realtà del venti per cento in meno, grazie all'arrivo di sponsor che in passato non erano presenti. Uno modo per tagliare la spesa pubblica in tempi notoriamente difficili per tutti. (b.a.)

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