Il Tirreno

Lucca

Esplode la spesa farmaceutica

Ilaria Bonuccelli
Esplode la spesa farmaceutica

L'Asl richiama 20 medici che superano la media aziendale anche del 60%

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LUCCA. L'avvertimento dell'Asl scatta subito prima di Natale. È diretto a venti medici di famiglia che, senza motivo, prescrivono troppe medicine o troppo costose. E fanno lievitare la spesa farmaceutica in modo abnorme. Assai sopra la media regionale. L'ultimatum dell'azienda sanitaria è chiaro: o rientrano nei ranghi oppure dovranno rimborsare al servizio sanitario la spesa farmaceutica non giustificabile.  I numeri parlano di situazioni fuori controllo, con medici iperprescrittori che superano la spesa media farmaceutica anche del 60%. E contribuiscono a portare la media della spesa farmaceutica pro capite a 144,2 euro, contro i 140,9 euro a persona di media regionale. In sostanza, a novembre 2011 risulta che ogni residente nel territorio dell'Asl 2 abbia speso nel corso di quest'anno 3,3 euro in più degli altri toscani per l'acquisto di farmaci prescritti dal medico di base. Il dato è preoccupante non solo in senso assoluto, ma anche se paragonato a due altri fattori: il primo è che nel 2013 la spesa farmaceutica dell'Asl dovrà subire una contrazione di oltre 5 milioni di euro, in conseguenza dei tagli sanitari stabiliti dalla Regione per la riduzione dei trasferimenti statali; il secondo è che lo sforamento si è verificato nonostante il calo di spesa farmaceutica di quasi 3 milioni registrato nel 2011 rispetto all'anno precedente. I medici iperprescrittori, dunque, non hanno ridotto la propria spesa nonostante il calo fisiologico della spesa determinato dalla scadenza di alcuni brevetti che hanno abbassato il costo delle medicine di percentuali consistenti. LE CIFRE A novembre 2011 la spesa farmaceutica convenzionata - determinata dalle prescrizioni dei medici di famiglia - ammonta a 32 milioni e 184mila euro, contro i 35 milioni e 91mila euro dell'anno precedente. La spesa pro capite in Lucchesia supera del 2,3% quella regionale e di percentuali più alte quella di altre aziende sanitarie toscane.  Alla spesa farmaceutica convenzionata, c'è da aggiungere quella ospedaliera, relativa sia alle medicine erogate dalla farmacia dell'ospedale, sia a quelle somministrate nelle strutture sanitarie pubbliche. Considerando queste cifre, la spesa farmaceutica di azienda arriva a sfiorare i 62 milioni. LE CAUSE Secondo i controlli dell'Asl, che da 3 anni monitora in modo analitico il consumo e l'erogazione di farmaci, le impennate della spesa farmaceutica sono determinate soprattutto dal consumo di medicine a brevetto non scaduto che - stando all'azienda sanitaria - hanno prezzi alti sul mercato ma non dimostrano «superiorità rispetto ad altri prodotti a brevetto scaduto della stessa classe terapeutica, che sono in gran parte farmaci importanti e di efficacia ampiamente dimostrata».  I PIÙ GETTONATI I farmaci di largo consumo che fanno lievitare la spesa lucchese sono soprattutto quelli per tenere sotto controllo il colesterolo e per la cura di pazienti colpiti da infarto o da ictus (statine), quelli per combattere l'ipertensione (sartani) e gli anti-depressivi. IL CASO DEPRESSIONE L'Asl della Lucchesia è fra le aziende che registrano il maggior consumo di anti-depressivi, con una media doppia rispetto a quella nazionale e più alta rispetto anche alla media regionale. L'azienda stima che ogni giorno 58,2 persone ogni mille riceva una dose media di anti-depressivi contro i 48,6 pazienti della media regionale e i 25 circa della media nazionale. IL MONITORAGGIO Per ogni medico di famiglia è stata effettuata un'analisi della quantità e dell'appropriatezza dei farmaci descritti. È stata poi calcolata la media aziendale di spesa farmaceutica convenzionata e sono stati individuati circa 20 medici che si discostano da questa media, in qualche caso del 15-20% e in altri anche del 50-60%. I professionisti sono stati contattati dall'Asl e sono stati invitati a fornire spiegazioni sull'aumento abnorme di spesa farmaceutica. In qualche caso, è emerso che i costi più alti sono stati determinati da particolari patologie (soprattutto tumori) dei pazienti in cura al medico; in altri casi non ci sono state giustificazioni.  Un lavoro analogo è stato effettuato anche con i capi dipartimento dell'ospedale per verificare che ci sia un'appropriatezza nelle prescrizioni effettuate ai pazienti dimessi che devono proseguire le cure a casa. Particolare attenzione è stata prestata ai settori di cardiologia, diabetologia, nefrologia e medicina generale, nei quali è più frequente incorrere nella prescrizione di farmaci costosi, a base di statine o di sartani, se non si opta per medicinali che, a parità di efficacia, abbiano il brevetto già scaduto.

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