Il Tirreno

Lucca

Senso unico, tutti contro il sindaco

Arianna Bottari
Una manifestazione di residenti contro il traffico in viale Europa e le difficoltà che si creano con l’incrocio dei mezzi pesanti
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Una manifestazione di residenti contro il traffico in viale Europa e le difficoltà che si creano con l’incrocio dei mezzi pesanti

Annunciato un ricorso al prefetto se Capannori interverrà su Viale Europa

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 LUCCA. No al senso unico per i camion sul viale Europa. Le associazioni imprenditoriali riunite nel Comitato Infrastrutture della Camera di Commercio si oppongono all'ordinanza del sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro. «Avrà un impatto disastroso sul sistema economico. Le attività perderanno competitività. Pronti a rivolgerci al prefetto». E chiedono la sospensione dell'ordinanza.  Assindustria, Associazione del Commercio, Turismo e Servizi, Confesercenti, Associazione Libera degli Artigiani, Confederazione Nazionale dell'Artigianato, Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti, Unione Provinciale degli Agricoltori, Confcooperative e Lega delle Cooperative. Tutte le categorie sono si sono schierate nettamente contro il senso unico sul viale Europa, la direttrice che collega la Mediavalle con il casello autostradale del Frizzone e che il sindaco di Capannori vuole mettere a senso unico alternato per i mezzi sopra le 7,5 tonnellate.  Sono circa 600 i mezzi pesanti che ogni giorno percorrono quella strada, che da sempre viene utilizzata come collegamento tra le zone industriali della Garfagnana e Mediavalle e quelle della Piana e che negli ultimi anni rappresenta anche lo sbocco naturale verso il nuovo casello autostradale.  Il divieto scatterà il 2 gennaio e fermerà i tir che si spostano in direzione sud (ovvero verso il casello) dalle 6.30 alle 14.30, e quelli che vanno in direzione nord (Marlia) dalle 14 alle 24.  Stefano Varia e Antonio Orazi (Assindustria), Stefano Tesi (Cna), Giacomo Panconi (Confartigianato) e Emanuele Pasquini (Confesercenti) sono stati chiari. «Esprimiamo contrarietà al provvedimento sia per il metodo che per i contenuti. Prima di tutto, il viale Europa è una delle principali arterie della nostra Provincia, dunque non si può bloccarla in questo modo. Secondo, per mezza giornata il problema del traffico verrebbe semplicemente spostato sulla via del Brennero, provocando enormi disagi per coloro che percorrono un sistema viario già ricco di problemi».  Dal punto di vista economico, è stato rilevato, l'ordinanza «allungherà i tempi di consegna delle merci e ridurrà la fluidità del traffico, a scapito delle imprese, che già sono alle prese con la stretta causata dalla crisi economica e dall'aumento dei costi e delle tasse».  «Insomma, l'ordinanza peggiora la situazione, a dispetto di quelli che sono i suoi obiettivi», sottolinea Stefano Varia. «Per di più - aggiunge Giacomo Panconi di Confartigianato - si basa su dati che sono discutibili e che, a nostro avviso, non giustificano un tale provvedimento».  Il Comitato critica il modo in cui il sindaco di Capannori ha scelto di agire. «Non si emette un'ordinanza come questa senza consultarsi con le categorie e con gli altri enti coinvolti. Non siamo stati interpellati e ora chiediamo di essere ascoltati. Chiediamo prima di tutto la sospensione dell'ordinanza, quindi un incontro volto a dare il via ad un tavolo tecnico. Se non verremo ascoltati, siamo pronti a rivolgerci al Prefetto perché sia lui a convocare il tavolo con la Provincia, il Comune di Lucca e quello di Capannori. Capannori non ci ha nemmeno dato il tempo di organizzarci, di informare le imprese. L'ordinanza è stata firmata il 20 dicembre ed entrerà in vigore il 2 gennaio».  «Bisogna fare in modo che gli enti e le associazioni di categoria si coordinino, così che le decisioni prese non vadano a penalizzare il sistema produttivo - sottoliena Stefano Tesi - I nostri tecnici dicono che ci sono alternative, dobbiamo metterci ad un tavolo e discuterne.  «Siamo preoccupati per ripercussioni che il provvedimento potrà avere, sia a livello locale che fuori dalla nostra Provincia. Pensiamo, per esempio, agli autotrasportatori stranieri. Ma soprattutto siamo preoccupati dalla perdita di competitività che un calo nei trasporti (stimato del 20 per cento) potrà causare a tutte le imprese e attività della Mediavalle e della Piana».

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