Il Tirreno

Lucca

“Zefiro” sperimenta i progetti

Ricerca scientifica all'aeroporto

Arianna Bottari

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 CAPANNORI. Il 10 gennaio nasce "Zefiro per la ricerca e l'innovazione", il dimostratore che avrà come base l'aeroporto di Capannori. La società sarà mista pubblica-privata e ne farà parte anche la società di gestione dell'aerostazione, capitanata dal Comune. Intanto si attende il 28 dicembre, giorno in cui scadrà il tempo per presentare l'adesione al bando per l'entrata nella compagine aeroporto di Capannori da parte di un socio privato. Alcuni interessati si sarebbero già fatti avanti. A rassicurare i privati anche il fatto che Capannori non sarà toccato dal blocco del rilascio delle concessioni.  "Zefiro" inizierà ad operare subito dopo l'ufficializzazione della sua nascita, tra due settimane. Avrà soci pubblici e privati e sarà il dimostratore tecnologico, un servizio grazie al quale sarà possibile avviare la sperimentazione di progetti inerenti l'aereonautica leggera e il settore aerospaziale, oltre a progetti riguardanti le energie alternative.  Alcuni sono già stati finanziati, altri sono in attesa di fondi, ma, una volta ottenuti, potranno partire immediatamente perché "Zefiro" sarà operativo a gennaio. La nuova società sarà ospitata nelle strutture dell'aerostazione. Ai soci saranno distribuite quote paritarie del valore di 5000 euro. La "Zefiro" avrà una struttura a rete, così da rendere più semplice l'eventuale entrata di un nuovo socio nella compagine.  L'aeroporto di Capannori punta molto su questa nuova società, che avrà il compito di elevare il settore ricerca e sviluppo a livelli di eccellenza. L'aerostazione dovrebbe aver scampato il pericolo di vedersi bloccare la richiesta di concessione ventennale, indispensabile per trasformare l'attuale struttura in un aeroporto per l'aviazione generale e di servizio, blocco che ha interessato Grosseto. Dato che l'obiettivo di Tassignano non è l'aviazione commerciale, non dovrebbero sorgere problemi. Una buona notizia per la società di gestione, che senza concessione ventennale rischierebbe di mettere a repentaglio l'interesse dei privati in una fase delicatissima.

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