La manifestazione
Chiude i battenti il Caffè La Patria
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Lo storico Caffè La Patria in Pelleria Venne fondato novant'anni fa dalla famiglia Menesini
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LUCCA. Dopo 90 anni oggi alle 18,30 chiude lo storico Caffè La Patria, l'ultimo rimasto nel quartiere di Pelleria, proprio accanto al penitenziario di San Giorgio. Resterà l'appaltino (edicola, tabacchi, lotto e valori bollati) gestito da Piera Menesini, la nipote del fondatore del locale. E stavolta se un esercizio commerciale chiude non è colpa della crisi economica. Aldo Punzo da nove anni gestisce il vecchio bar dove ancora i pensionati passano la giornata a giocare a carte, a bere vino, punch e caffè e a tramandarsi storie di vita che rischiano di finire nell'oblio. Il locale a gestione familiare va bene. Ma problemi di salute e qualche dissapore con l'Asl per pesanti sanzioni di natura amministrativa hanno portato il gestore alla decisione di chiudere i battenti. Era il 1921 quando Salvatore Menesini, cavaliere di Vittorio Veneto, aveva iniziato l'attività. E il nome scelto - la Patria - era il suo personale omaggio alla guerra combattuta contro l'Austria per liberare le terre carsiche. Per decenni il bar era diventato un punto di ritrovo per gli abitanti della zona. Apertura alle 6,30, clienti che s'incontrano per fare colazione, leggere il giornale e commentare le notizie. E sino alle 19,30 era un via vai di persone. Da Salvatore il testimone era passato al figlio Pietro e alla sua morte, nel 1992, alla figlia Piera che dall'età di 16 anni ha iniziato a servire i clienti e a diventare parte integrante di quel bar dai sapori antichi. Basta guardare i caratteri dell'insegna per capire che il Caffè La Patria era davvero l'ultimo retaggio della metà del Novecento. La scritta che campeggia in alto «Tabacchi esteri, nazionali, valori bollati» è il segno di un tempo lontano. Così come il numero della rivendita dei tabacchi: il 42. Quella. almeno, non andrà in pensione. «Continueremo a gestirla io e mio marito» dice Piera Menesini. L.T.
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