La manifestazione
«La vicenda si chiuderà con una multa»
i.b.
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Il comitato elettorale di Mauro Favilla Favilla si dice sereno ma ammette: «Politicamente è un fatto negativo»
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LUCCA. Dal punto di vista «politico», Mauro Favilla considera l'inchiesta sui finanziamenti alla campagna elettorale un «elemento negativo». Ma dal punto di vista penale, pensa che la faccenda si chiuda con una multa. Una sanzione che non dovrebbe influire sulla sua scelta di ricandidarsi, nel caso in cui decidesse di ripresentarsi alle amministrative. Anche perché Favilla pensa alle contestazioni mosse dalla Procura sui finanziamenti delle aziende alla sua campagna elettorale, non ai versamenti in contanti - per circa 170mila euro - effettuati sul suo conto corrente personale «in concomitanza con la candidatura». Nel merito della vicenda, però, Favilla non vuole entrare. «Non mi voglio sottrarre alle giustificazioni che dovrei agli elettori - dice - ma prima di parlare vorrei avere il permesso dell'autorità giudiziaria alla quale, tramite il mio legale, ho chiesto il permesso a fornire una spiegazione pubblica. Fino ad allora non ho intenzione di dire nulla». In realtà un paio di osservazioni Favilla le fa: la prima è che le contestazioni mosse dalla Procura «sono minime. Mi è stata mostrata anche una fattura per roba che io non ho mai ordinato e quindi non l'ho riconosciuta. Del resto, se uno mi presenta una fattura per qualche cosa che non ho comprato mi sembra logico che io la respinga». Al tempo stesso, Favilla ribadisce che «l'avviso di chiusura delle indagini che mi è stato contestato potrebbe anche chiudersi con una richiesta di archiviazione. Per cui potrebbe anche non essere necessario dare spiegazioni per un fatto che potrebbe finire in nulla». L'autorità giudiziaria, in realtà, non la pensa allo stesso modo. Comunque, secondo quanto prevede la legge, con l'avviso di chiusura delle indagini dà a Favilla 20 giorni per presentare una memoria difensiva. Resta da vedere se il sindaco sfrutterà questa possibilità. In effetti, già qualche settimana fa, dopo essere stato sentito dalla Procura si era preso fino alla fine di dicembre per fornire spiegazioni all'autorità giudiziaria sulle contestazioni mosse. Ma mai Favilla aveva fatto cenno ai versamenti ricevuti «a più riprese da enti o persone ignote» sul proprio conto. Anche con l'avviso di chiusura delle indagini il sindaco continua a mostrarsi tranquillo. Come Natale Mazzoni, mandatario fiduciario del comitato elettorale di Favilla e gestore del conto corrente bancario dove confluivano i finanziamenti elettorali: «Non mi risulta alcuna contestazione a mio carico. Ho saputo dell'avviso di chiusura delle indagini, ma non mi sono state mosse accuse su come ho tenuto la contabilità elettorale. Anzi, gli inquirenti si sono congratulati con me per la precisione della tenuta della documentazione. Tutti gli introiti sono stati ampiamenti documentati e registrati». Alla procura - prosegue Mazzoni - sono state consegnate «fatture, corrispondenza, atti sulla movimentazione del conto corrente. Ho messo in condizione gli inquirenti di ricostruire tutti i contributi. Si sono perfino complimentati con me per la tenuta della contabilità, anche se non dovrei essere io a dirlo».
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