La manifestazione
In lutto per la morte di Fabio
Lucia Maffei
La scuola ricorda il ragazzo caduto con la moto a Montuolo
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PISA. «Era un ragazzo unico, sempre sincero, che aveva la prontezza di spirito di rispondere a tutti i professori. Due erano le sue passioni: la moto e la musica». È la descrizione di Fabio Gaglianese, il 17enne di San Giuliano morto l'altro ieri in un incidente in moto sulla via Vecchia Lucchese, nelle parole dei suoi compagni di classe Francesco, Giulia, Lucrezia e Laura. Alle 11 l'aula della IV E indirizzo ristorazione e sala bar dell'alberghiero Matteotti è vuota. La cerimonia organizzata dai ragazzi per ricordare il compagno scomparso si è svolta in cortile nelle prime ore della mattina. «Fino alle 9 abbiamo lavorato allo striscione che poi abbiamo appeso in via Garibaldi», racconta Andrea, rappresentante d'istituto. Al cambio dell'ora, studenti di tutta la scuola hanno raggiunto la IV E fuori dall'edificio per ricordare Fabio. «Il cortile si è riempito - continua Andrea - Non potevi frequentare il Matteotti e non conoscere Fabio, aveva tantissimi amici». Una commemorazione semplice e composta, riferiscono i partecipanti, dove ciascuno è intervenuto nel modo che preferiva. «Ci sono stati applausi, ma soprattutto tanto silenzio», precisa Giulia. Lo striscione si apre con la scritta "5 giugno 1994 - 21 dicembre 2011: troppo poco" e contiene una lunga frase dettata dalla commozione e rivolta direttamente a Fabio: "Fai una boccata d'aria prima di affogare e riempila di ricordi, belli o brutti che siano, che ci aiutino a dipingerti per come eri, a dipingere la tua vita, a ricostruire il tuo sorriso così che possa almeno quello non morire mai". L'allegria di Fabio è anche il tema centrale delle dediche personali vergate sullo sfondo dello striscione con il pennarello nero. Gli autori sono amici, compagni di classe e professori: ti ricorderemo con il tuo sorriso, ci mancheranno le tue battute, non dimenticheremo mai le tue pazzie. «Prendeva tutto sul ridere», confermano Giulia, Lucrezia e Laura. Un compagno popolare per la sua simpatia, tra l'altro amante della vita all'aria aperta, sempre pronto ad aiutare gli altri e a stare allo scherzo. Un aneddoto di vita di classe riferito dalle tre ragazze e risalente a mercoledì mattina, il giorno stesso dell'incidente mortale, getta luce sul carattere di Fabio. «Era l'ora di matematica e la professoressa aveva iniziato un nuovo argomento, la parabola», racconta Lucrezia, e continua dicendo che lei e le sue compagne non avevano capito un passaggio della spiegazione. Così Fabio, da bravo vicino di banco, era intervenuto per aiutarle. «Disegnò il piano cartesiano e aggiunse il mare sotto l'asse delle ascisse, e cielo e montagne accanto all'asse delle ordinate», rivelano le amiche. «Ci fece ridere, e così capimmo subito le parole della professoressa. Questo era Fabio: altruista e pieno di fantasia».
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